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«L’Arcetana è pronta ma i nuovi format sono un pasticcio»

Nicolò Rinaldi
«L’Arcetana è pronta ma i nuovi format sono un pasticcio»

Il giudizio del presidente biancoverde Alex Spaggiari: «I protocolli? Dovranno essere resi più flessibili» 

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Nicolò Rinaldi / ARCETO

Il calcio dilettantistico sta cercando di ripartire, ma i dubbi sono tanti: oltre ai protocolli sanitari, fa discutere la ristrutturazione dei campionati. In Eccellenza, la stagione 2020/2021 prevede 3 gironi da 14 squadre ciascuno: ben 5 le retrocessioni in ogni raggruppamento.

«L'Arcetana sarà ugualmente pronta a farsi valere sul campo - sottolinea il presidente biancoverde Alex Spaggiari - nessuna volontà polemica da parte nostra: dopo un vero tsunami come quello dei mesi scorsi,era impossibile trovare soluzioni gradite a tutti e tuttavia...».

Tuttavia c’è qualcosa che non va..

«Certo, siamo perplessi sul nuovo formato: durante la riunione del 24 agosto a Bologna faremo sentire la nostra voce, anche se immagino che il Comitato non tornerà indietro».

Quali sono le vostre osservazioni?

«Innanzi tutto il metodo. La riforma è stata resa nota dopo la chiusura delle iscrizioni, ma le regole andrebbero stabilite prima: se le 5 retrocessioni fossero state ufficializzate con maggiore anticipo, credo proprio che molte società avrebbero operato diversamente sul mercato».

Ora i giochi salvezza si complicano, non trova?

«Intanto, non sappiamo se le retrocessioni saranno dirette o se invece scaturiranno attraverso spareggi. In ogni caso, stiamo parlando di una novità cervellotica: non si è mai visto un campionato con così tante discese di categoria. Il verdetto negativo arriverà per il 35% delle squadre: una quantità inutilmente enorme, che condizionerà in modo pesante anche i campionati 2021/22».

L'aumento delle retrocessioni è però abbinato alla crescita del numero di squadre che disputeranno l'Eccellenza: che ne pensa? «Sarebbe stato meglio mantenere i 2 gironi da 18 con le regole consuete, ammettendo le seconde di Promozione solo nel caso di posti liberi. Se si vuole un campionato più breve, per prevenire la malaugurata ipotesi di nuove soste causate dal Coronavirus, allora si potevano costruire 3 gruppi da 12 formazioni con l'eventuale aggiunta di playoff e playout: ciò avrebbe pure permesso di limitare realmente il raggio delle trasferte, aiutando in modo tangibile i vari club».

Con il formato a 14, voi percorrerete comunque molti chilometri?

«In pratica non cambia nulla. Basti pensare che noi saremo probabilmente inseriti nel tabellone A, insieme ad avversarie parmensi e piacentine. Sono viaggi che ci sarebbero stati anche con la struttura tradizionale. Peraltro, le modenesi che giocheranno nel nostro gruppo saranno ancora più penalizzate».

Sullo sfondo resta sempre il virus: con le regole attuali, è davvero impossibile giocare?

«I protocolli in vigore impediscono di iniziare la stagione: tuttavia, prevedo che le normative saranno addolcite. Ovviamente, ciò avverrà solo se la situazione sanitaria generale tenderà al miglioramento». —

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