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Si lavora per arrivare ad aprire lo stadio a diecimila tifosi

Massimo Sesena
Si lavora per arrivare ad aprire lo stadio a diecimila tifosi

L’ordinanza regionale firmata venerdì da Bonaccini vale per gli eventi singoli, ma per le partite serve un piano

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Massimo Sesena / REGGIO EMILIA

È uno dei tanti dossier aperti sul tavolo della dirigenza granata. Ed è anche una delle incognite che aleggiano sul futuro della società: quando ricominceranno i campionati, quale potrà essere l’apporto del “dodicesimo uomo in campo”. Ovvero, quanti tifosi potranno entrare al Città dl Tricolore per assistere alle gesta di Radrezza e compagni? Se lo chiedono i tifosi granata che- passata la sbornia per la promozione in B - ora si interrogando su quanti abbonamenti metterà in vendita la Reggiana. Una domanda che si fanno anche i dirigenti granata che però, in questa situazione, più di tanto non possono fare. La capienza che avrà lo stadio per le partite della Reggiana non dipende dalla Reggiana, nè come era parso in un primo momento da qualche ordinanza di qualche presidente di Regione. La precisazione è d’obbligo dopo la pubblicazione dell’ordinanza da Stefano Bonaccini, presidente della giunta regionale dell’Emilia Romagna che fissa in mille perone la capienza massima consentita per assistere agli eventi all’aperto e nella metà quella permessa per gli eventi al chiuso. Briciole, poco più di briciole per una Reggiana che - in serie B dopo 21 cominciava finalmente a pregustare sabati di lavoro forsennato per cassieri e addetti alle biglietterie.

In realtà, l’ordinanza firmata in questi giorni da Bonaccini c’entra poco con i destini granata, ma comunque può costituire una prima breccia nel muro, come spiega il sottosegretario alla presidenza della Regione, il reggiano Gianmaria Manghi: «L’ordinanza - sottolinea l’ex presidente della provincia - si riferisce soprattutto agli eventi singoli che in questa estate post-Covid la Regione sta cercando di salvare, con l’obiettivo di coniugare un graduale ritorno alla normalità con la salvaguardia della salute». Poi Manghi indica una possibile strada anche per i destini granata: «Assieme al Comitato tecnico scientifico - dice - stiamo studiando la capienza per i due Moto Gp in programma a settembre a Misano. Si parla di accessi per 10 mila persone su tribune escludendo un prato che normalmente ne ospita 40mila. Per il calcio è diverso, serve un progetto che il gestore dell’evento sarà quasi certamente tenuto a presentare. Un progetto che sia in grado di convincere il Comitato tecnico scientifico». Invero, di questa necessità di un progetto è consapevole anche l’amministratore delegato della Reggiana Mauro Carretti, che ha anche un obiettivo: arrivare poter riempire il 40% del Mapei Stadium.

E questo perché il 40% della capienza normale del Città del Tricolore consentirebbe nei desiderata della società di fare una robusta campagna abbonamenti per il primo campionato di serie B dopo 21 anni. «L’altra ipotesi che circolava - ricorda Carretti - è quella di una capienza al 25% (poco più di 5mila persone, ndr) che per noi però sarebbe assolutamente insufficiente» —

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