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Grazie all’intesa con l’Ambrosiana la Polisportiva Quaresimo raddoppia il settore giovanile

N.R.
Grazie all’intesa con l’Ambrosiana la Polisportiva Quaresimo raddoppia il settore giovanile

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REGGIO EMILIA

«La questione dei protocolli sanitari è un tema che ci preoccupa».

A parlare è Francesco Ortu, presidente della Polisportiva Quaresimo: il club gialloverde ha elaborato piani ambiziosi per la prossima stagione, ma il punto interrogativo in merito alle regole da seguire obbliga alla massima cautela.

Quali sono le vostre novità per il 2020/2021?

«Grazie alla nuova collaborazione con l'Ambrosiana Rivalta, potremo presentare una squadra per ogni annata giovanile agonistica e non. Lo scorso anno noi come Quaresimo contavamo 150 tesserati tra bambini e ragazzi, e ora questa intesa potrebbe permetterci di arrivare a 300. Ovviamente noi rimaniamo attivi pure nell'ambito degli adulti, con le formazioni amatoriali e l'organico di Terza Categoria: quest'ultimo dovrebbe radunarsi il 30 agosto, sempre se sarà permesso».

Esiste una via per conciliare le varie attività con le rigide normative sanitarie?

«Con le attuali norme non si potrebbe nemmeno cominciare, perché aprire gli spogliatoi risulta di fatto impossibile. C'è chi propone di fare la doccia a casa, dopo ogni allenamento o partita: si tratta però di un'ipotesi impraticabile a tutti i livelli, specie se parliamo di bambini. Un simile compromesso potrebbe essere accettabile solo fino a ottobre: in seguito subentrano infatti freddo e fango, che rendono inevitabile una doccia immediata».

I regolamenti richiedono spogliatoi di larghe dimensioni, che si trovano solo in ambito professonistico: è così?

«Sì, e ci sono pure altre norme che il mondo dilettantistico non riuscirà mai ad applicare: basti pensare alla costante presenza di uno staff medico nel corso dell'intera attività sportiva. Entro breve sanificheremo gli spogliatoi dei tre impianti in cui opera il Quaresimo: si tratta di San Bartolomeo, Coviolo e Codemondo. A seguire potremo garantire una pulizia approfondita tutte le settimane, in ciascuna delle tre strutture: tutto ciò sperando che basti».

In sostanza, per partire servirebbe un protocollo meno severo?

«Si spera davvero che Figc e istituzioni riescano a individuare un equilibrio tra le esigenze dei dilettanti e le cautele sanitarie: tutto questo, beninteso, auspicando soprattutto una continua diminuzione dei contagi. Di sicuro, la stagione 2020/21 potrà iniziare solo nel pieno rispetto delle prescrizioni in materia: peraltro credo che nessun presidente sia intenzionato a prendersi rischi enormi, anche legali, dovuti allo scoppio di possibili focolai». —

N.R.

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