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Il Bibbiano San Polo «Nuovi format assurdi con 5 retrocessioni si salvano i più ricchi»

NICOLO’ RINALDI
Il Bibbiano San Polo «Nuovi format assurdi con 5 retrocessioni si salvano i più ricchi»

Alberto Zanichelli, numero uno della società matildica se la prende anche con l’incertezza sui protocolli anti-Covid 

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BIBBIANO

«Con queste premesse, la stagione agonistica del calcio dilettanti non parte affatto sotto i migliori auspici»: ne è convinto Alberto Zanichelli, presidente del Bibbiano San Polo. La Federcalcio regionale è intenzionata a costruire tre tabelloni di Eccellenza da 14 squadre ciascuno.

Tuttavia, il gruppo che dovrebbe raccogliere le squadre reggiane potrebbe essere “zoppo”: la Vigor Carpaneto, che ha rinunciato alla D, sarebbe infatti inserita nello stesso girone come quindicesimo organico.

«Sono novità – è il giudizio di Zanichelli – che non hanno senso, specie considerando il loro carattere dichiaratamente transitorio. Questi gironi più piccoli, che peraltro portano il campionato da 36 a 43 squadre totali, non daranno alcun beneficio in termini di riduzione dei costi legati alle trasferte. L’unico risultato sarà quello di creare una lotta salvezza a dir poco ansiogena, con un numero abnorme di retrocessioni: cinque per ogni raggruppamento sono o troppe».

I sostenitori della riforma spiegano che la nuova formula nasce per prevenire eventuali soste causate dal Coronavirus, ma il presidente del Bibbiano San Polo boccia anche queste motivazioni.

«Se la situazione tornasse malauguratamente ai livelli di inizio 2020 – sottolinea Zanichelli – anche i gironi più corti sarebbero inutili. Era meglio mantenere le griglie da 18, come è stato fatto in varie regioni tra cui il Piemonte: lo spazio per giocare tutte le partite entro il 30 giugno ci sarebbe stato, pure partendo ai primi di ottobre».

Il 24 a Bologna ci sarà la riunione indetta dalla Figc emiliano-romagnola con tutte le realtà dell'Eccellenza, ma sul fatto che questa nuova riunione possa portare a cambiamenti positivi, il presidente Zanichelli è pessimista. «Non credo che le cose miglioreranno – dice – anche perché mi risulta che i ripescaggi siano già stati effettuati. La ristrutturazione dei campionati ha quindi le caratteristiche del provvedimento calato dall’alto: prima di decidere sarebbe stato saggio sentire i club, magari svolgendo un referendum aperto alle società».

E adesso che succederà?

«Tra Dpcm, ordinanze regionali e direttive federali – conclude Zanichelli – è difficilissimo districarsi in mezzo alla selva di regolamenti: molta carta, ma poche indicazioni concrete. La Figc deve dirci in modo chiaro cosa bisogna e non bisogna fare. In primo luogo, ciò permetterebbe di garantire meglio la sicurezza generale: inoltre sarebbe un passaggio utile per tutelare maggiormente i presidenti, che secondo la legge sono i primi responsabili di quanto accade all'interno delle società». —

NICOLO’ RINALDI

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