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pallamano serie a2 

Il terzino Giulia Gobetti «Il Marconi può puntare all’alta classifica»

N.R.

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Castelnovo Sotto

In attesa del primo allenamento ufficiale, previsto per la fine di agosto, le ragazze del Marconi Jumpers sono impegnate in una serie di attività pre-raduno: le pallamaniste della Bassa si sono mosse per tempo, con l’obiettivo di farsi trovare pronte a un campionato di A2 che si preannuncia di grande complessità. Tra le tante riconfermate c’è anche Giulia Gobetti: «Gioco qui da 13 anni, e mai ho pensato di andarmene altrove - spiega il terzino del ’96 - Finché la condizione fisica lo permetterà, ho la seria intenzione di continuare a vestire questa maglia».

Nessuno strascico dopo il lungo stop agonistico?

«Ovvio che adesso non sono ancora al massimo, ma sto lavorando bene per ritrovare lo smalto migliore, e prevedo di tornare al 100% entro i primi di ottobre».

Quali sono le sue impressioni sul nuovo allenatore?

«Gianluca Poli ispira fiducia fin da adesso: ne apprezzo la volontà di mettersi in gioco, ma pure il solido e credibile piano di lavoro che ha elaborato. Queste caratteristiche sono emerse in modo chiaro fin dai primi incontri con noi giocatrici: la sua guida sarà tra gli elementi decisivi nel fare la differenza. Credo proprio che lui ci aiuterà a individuare una linea di attacco efficiente e veloce, che nel recente passato ci è un po’ mancata».

Che tipo di prospettive intravede sotto il profilo del rendimento?

«Sfideremo parecchie realtà che negli ultimi anni hanno affrontato l’A1, tra cui Casalgrande. Quanto a noi, il 3° posto nel girone sarebbe un ottimo traguardo: tuttavia, le speranze di poter fare addirittura meglio non sono affatto campate in aria».

La possibile defezione di Barbara Schmied vi potrebbe mettervi in difficoltà?

«Perderemmo una giocatrice di valore, che è anche una vera amica. Al tempo stesso, ritengo che questa pur pesante tegola non ci impedirebbe di gestire con efficacia le varie partite: gli innesti di Martina Canu, Albina Sulejmani e Caterina Mutti fanno ulteriormente ben sperare». —

N.R.

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