Cittadella, Pordenone e Pisa Divertirsi in B senza fare crac
Nelle graduatorie delle spese i segreti per fare un campionato di buon livello Tra le squadre che hanno speso di più solo il Benevento ha visto anche i risultati
Gian Marco Regnani
REGGIO EMILIA
Per disputare il suo primo campionato di Serie B dopo 21 anni di attesa, la Reggiana dovrà svenarsi o potrà raggiungere l’obiettivo che sarà prefissato dalla società – salvezza tranquilla o playoff – senza aprire troppo il portafoglio?
LA CLASSIFICA
Fare previsioni non è mai facile, in questi tempi incerti con il Covid-19 che detta le regole ancora meno, ma prendendo in considerazione quanto emerso nell’ultimo campionato è possibile trarre qualche spunto.
Nello scorso mese di dicembre la Gazzetta dello Sport ha stilato una graduatoria riportante il monte ingaggi lordo – comprendente emolumenti fissi e premi – di tutte e 20 le formazioni di B. Al primo posto di questa particolare classifica si trovava il Benevento con una spesa di poco superiore ai 14 milioni di euro: non a caso la formazione di Pippo Inzaghi ha vinto in carrozza il campionato. Ma chi si trovava all’ultimo posto?
MODELLO CITTADELLA
Il Cittadella con circa tre milioni di euro. Stagione da incubo per i granata di mister Venturato? Tutt’altro: quinto posto nella regular season e semifinale playoff sfuggita al 121º minuto contro un Frosinone capace di spendere quattro volte tanto. Investire molto può servire, ma investire bene è certamente più utile.
Basti guardare ad altri esempi virtuosi: Crotone, Pordenone e Pisa. Gli “squali” rossoblù dopo un solo anno di purgatorio hanno riconquistato il pass per la massima serie nonostante un budget ben al di sotto di molte altre concorrenti dirette per la promozione.
I “ramarri” friulani come sestultimi in fatto di investimenti hanno concluso la stagione al quarto posto; il Pisa infine, altra neopromossa, con un “misero” budget di 6,3 milioni ha visto sfumare all’ultimo secondo la possibilità di qualificarsi ai playoff.
SALERNITANA CICALA
Chi ha speso tanto ma ha raccolto poco è certamente la Salernitana di Lotito esclusa all’ultima giornata dagli spareggi promozione – e qui si spiega meglio lo sfogo telefonico diventato virale del patron laziale contro mister Ventura – ma anche l’Empoli eliminato al primo turno playoff dal Chievo non se la passa meglio.
Le società del patron Amadei e Tosi negli anni non hanno mai fatto il passo più lungo della gamba e anche nell’ultima stagione la Reggiana targata Max Alvini, al ritorno tra i professionisti, si è presentata senza fare proclami altisonanti con una rosa competitiva ma non comparabile – a livello di nomi – con quelle delle altre big. È dunque lecito aspettarsi un nuovo inizio lontano dai riflettori anche in Serie B con più di un occhio di riguardo al portafoglio.
Non a caso Doriano Tosi da settimane continua a ripetere che sta cercando di costruire una rosa giovane senza voler fare follie.
Se sarà veramente così lo scopriremo solamente il prossimo 5 ottobre quando suonerà il gong conclusivo del calciomercato.
DALLA A CON IL PARACADUTE
Nell’osservare il budget a disposizione dei club cadetti non si può non tenere in considerazione il cosiddetto “paracadute”.
Le società retrocesse dalla Serie A possono infatti contare su di un aiuto economico messo a disposizione dalla stessa Lega, utile per “attutire” la caduta in B. Ma, in sostanza, si tratta di un grande “assist” per puntare subito alla risalita. La Spal, avendo militato nella massima serie per tre stagioni consecutive, riceverà un “assegno” da ben 25 milioni di euro.
Le altre due formazioni retrocesse Brescia e Lecce, penalizzate da un’unica presenza in A nelle ultime tre stagioni, riceveranno 10 milioni di euro. —
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