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la vicenda 

Pellizzari saluta «Ora voglio giocare in C con continuità»

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REGGIO EMILIA

La favola di Stefano Pellizzari, il raccattapalle che diventò calciatore e finì per giocare proprio nella squadra della sua città, proprio nell’anno in cui la squadra della sua città riconquistava la B, dopo 21 anni (cioè quando lui era ancora in culla), si arricchirà di un altro capitolo.

E per il momento non sarà con la maglia granata addosso. Anche se la maglia e la medaglia della promozione in B, Pellizzari le ha già messe in quadro, a casa, come i ricordi più belli della sua carriera. Pellizzari era arrivato alla Reggiana a gennaio dopo che il Ravenna degli ex granata Luciano Foschi e Marcello Montanari aveva deciso di lasciarlo a casa. Un vero e proprio licenziamento per presunta giusta causa quello subito da Pellizzari. La sua colpa: in occasione del match di campionato tra Reggiana e Ravenna al Città del Tricolore, il giovane che era squalificato, anziché restarsene a casa o seguire la partita con i suoi compagni di squadra in tribuna, era in curva sud, con gli ultras granata, a tifare Reggiana. Un comportamento inaccettabile per il Ravenna che decideva di lasciarlo a casa. Sul ragazzo puntò a quel punto Doriano Tosi, chiamandolo a infoltire la truppa granata. —

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