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Matteo Del Principio aspetta i lunghi e intanto si gode i giovani: «Che spettacolo»

ADRIANO ARATI
Matteo Del Principio aspetta i lunghi e intanto si gode i giovani: «Che spettacolo»

Basket serie A: il preparatore atletico parla del lavoro fisico che sta svolgendo la Unahotels in ritiro a Castelnovo Monti 

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L’INTERVISTA

ADRIANO ARATI

«Sensibilità». È la parola che Matteo Del Principio usa più spesso, parlando del lavoro fisico che la Unahotels dovrà compiere in queste settimane di ritiro a Castelnovo Monti per arrivare in condizioni adeguate all’avvio della stagione.

Il preparatore atletico biancorosso si trova a gestire una situazione nuova, con un gruppo già attivo, atleti stranieri fermi o in quarantena o nelle loro Nazioni e il pensiero a due rinforzi da inserire in corsa, con tempi ancora da definire.

Come sarà la preparazione atletica di una squadra di serie A nell’anno della pandemia?

«Siamo consapevoli che sarà tutto diverso, stiamo operando per una preparazione attenta e consapevole su molti aspetti, ci vorranno tanti aggiustamenti a breve termine, la qualità del lavoro la farà l’occhio esperto, quello che che permetterà di fare aggiustamento su ogni esigenza individuale».

Rispetto al gruppo di giugno, sono arrivati altri elementi. Come sta miscelando le parti?

«Con molti ragazzi abbiamo fatto un mese importante a giugno e siamo arrivati a un ottimo livello, altri atleti li sto conoscendo ora dal punto di vista fisco, stiamo facendo test per capire le loro caratteristiche e omogenizzare il percorso».

Quando arriveranno gli altri stranieri cosa dovrà cambiare?

«Quando parlo di aggiustamenti a breve termine penso a queste situazioni. Dovremo cercare di ricalibrare il lavoro ogni volta».

Taylor è a Reggio, ma deve osservare la quarantena. Con lui come operate?

«Sta lavorando da casa, gli sono stati fatti trovare attrezzi per potersi allenare al meglio, compresa una bici da spinning per l’aspetto cardio. Lo spazio è piccolo, è una casa, lui sta mettendo grandissima disponibilità, ci sentiamo quotidianamente, sono contento che in un ambiente ristretto stia cercando di fare del suo meglio, di tenersi in ritmo».

E Bostic?

«Lui sta lavorando da casa, aspettiamo di incontrarlo presto e di aggregarlo alla squadra, sapendo che la famosa ri-calibrazione del lavoro sarà importante, ogni volta ci vorrà tanta sensibilità per programmare».

Quando arriveranno i due lunghi, quali saranno i primi passi?

«Anche con loro sarà necessario un inserimento graduale, di ogni giocatore devo conoscere le caratteristiche fisiche, la sua storia a livello di infortuni. Le esigenze sportive richiedono tempi rapidi, è vero, ma la gradualità è fondamentale».

Con il gruppo, su cosa punta ora?

«Sulla prevenzione, stiamo mettendo tanto bagaglio sulla prevenzione che porta al vero lavoro».

Come vanno le cose?

«È uno spettacolo lavorare con questa squadra, anche per le caratteristiche con cui è stata costruita. I giovani mettono grande energia, i più esperti hanno grande mentalità, è un gruppo che va quasi frenato per la voglia e l’energia che mette in campo. Anche qui ci vorranno tempo e sensibilità nell’ascoltare la squadra e le esigenze di ogni singolo giocatore».

A fine agosto c’è la Supercoppa. Come ci arriverete? «Abbiamo iniziato ai primi di agosto, abbiamo un mese di lavoro, il gruppo arriverà al meglio al primo impegno agonistico».

Avete già iniziato a usare il pallone?

«Stiamo dividendo parte fisica e tecnica, la parte fisica è più importante nelle fasi iniziali, è solo questione di dare il giusto tempo di adattamento, sono fiducioso che squadra possa essere pronta». —

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