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Basket serie A

Zero contatti ma tanto affetto per la Unahotels in ritiro a Castelnovo Monti

Adriano Arati
I biancorossi alle fonti di Poiano
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I biancorossi alle fonti di Poiano

I biancorossi resteranno in ritiro in Appennino sino a domenica 23 agosto

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CASTELNOVO MONTI. Un’estate diversa, ma non troppo.
Il ritiro a Castelnovo Monti della Pallacanestro Reggiana sta proseguendo secondo i ritmi e le tradizioni create negli anni, fra cibo, escursioni e tanto lavoro fra palestra e piscina con l’ovvia, inevitabile differenza legata al contatto umano.
I giocatori biancorossi spesso vengono intercettati per qualche foto dai tifosi presenti in zona, con mascherina di rito, ma certo non si potranno vedere i tanti momenti pubblici molto affollati a cui si era abituati, anche le visite e le iniziative sul territorio vivranno di limiti e di partecipazioni ridotte.
Per quest’anno non potrà aver luogo la consueta amichevole che faceva sempre registrare il sold out al palasport e ci si dovrà scordare le centinaia di presenze che ogni stagione segnavano la presentazione congiunta dei biancorossi e della LG Competition, l’ambiziosa formazione locale impegnata in C Gold, nella piazza del bar Magnani.
Il rapporto rimane stretto ma in questo 2020 i riti sono mutati.
Per fortuna, rimangono anche certezze di un certo livello, a partire dai tortelli e dalla cucina della storica casa biancorossa in Appennino, la Locanda Da Cines nel cuore del paese. Peccato per gli stranieri che arriveranno più avanti e non potranno conoscere al volo le specialità reggiane declinate in versione montanara.
Il locale della famiglia Farinelli è il punto d’appoggio della Pallacanestro Reggiana da 18 anni consecutivi, dai tempi del primissimo ritiro in quota a inizio millennio, e continua a garantire porzioni abbondanti e saporite oltre all’accoglienza, a qualche refolo d’aria in più rispetto alla città e a una notevole comodità logistica.
Da Cines il gruppo si trova praticamente a mezza strada fra le due principali strutture di allenamento, il palazzetto dello sport Giovanelli nel complesso delle scuole superiori e la piscina Onda della Pietra, dove si trova anche una palestra attrezzata per i mesi. Proprio a fianco della piscina vi è poi il campo sportivo del centro Coni con la sua pista da atletica, l’unica presente in Appennino, utilizzata per fare fondo.
Nei vari trasferimenti, in pulmino ma pure a piedi, i giocatori Unahotels si imbattono spesso in qualche sostenitore giunto appositamente o in gita fuori porta, e non si negano agli scatti collettivi, seguendo le indicazioni del periodo, fra distanze e mascherine.
Anche la piscina Onda della Pietra, piuttosto affollata in questo caldissimo agosto, diventa luogo di incontri, foto e saluti con gli appassionati baskettari, sempre più fiduciosi dopo gli ultimi solidi innesti di mercato.
Le classiche passeggiate serali per un gelato o una bibita nelle strade centrali di Castelnovo Monti non mancano, ma anche queste risentono delle complicazioni sanitarie legate alla pandemia, e anche organizzarsi banalmente in un tavolone insieme non è semplice, richiede spazi ampi, e le toccate e fuga di tifosi di varia età sono limitate.
Gli allenamenti sfruttano anche le bellezze della zona.
Ieri è stato il giorno dell’immancabile salita sulla pietra di Bismantova, una camminata all’aperta condita dallo strepitoso panorama che la sommità del complesso roccioso regala. Un’altra meta fissa sono le fonti di Poiano, la stupenda area acquatica a fianco del corso del fiume Secchia fra Gatta e il Pianello. Le vasche naturali di acqua gelida create nei millenni dalle fonti sono diventate una delle principali terapie del preparatore atletico Matteo Del Principio: le temperature molto basse sono preziose sia in funziona anti-infiammatoria, in un periodo in cui il corpo è sollecitato non poco, sia per la condizione cardio-circolatoria.
Le fonti sono comode da raggiungere e da usare, e già in diverse occasioni gli atleti hanno fatto la cura nel verde di Poiano. Un modo per riposare il fisico e staccare la testa, in un panorama notevole, fra la curiosità dei tanti visitatori della zona: il passaggio di una decina di colossi sopra i 190 centimetri d’altezza in costume non passa inosservato, anche per chi si sta riposando sotto un albero.

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