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La sfida della Primavera «Riportare a casa ragazzi di Reggio e rilanciarli»

Luigi Cocconcelli
La sfida della Primavera «Riportare a casa ragazzi di Reggio e rilanciarli»

Il responsabile del settore giovanile Cattani: «Competeremo con squadre che spendono tanto: dovremo dare il 110%» 

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L’intervista

Luigi Cocconcelli

Anche la stagione della “primavera” granata è pronta a partire. In questi giorni i ragazzi si sottoporranno ai test sierologici e poi inizieranno ad allenarsi. Nel frattempo lo staff tecnico visionerà ragazzi del 2003, per verificare quanti sono pronti per essere aggregati. Già, perché onori ed oneri. La partecipazione al torneo cadetto impone anche una formazione iscritta di diritto alla “Primavera2”, riservata ai ragazzi dal 2002 in avanti, con la possibilità di 3 fuori quota. Con quali prospettive la Reggiana, dunque, torna a mettere in campo una formazione “Primavera”? Vittorio Cattani, responsabile del settore giovanile granata, ha le idee chiare. «Siamo passati da un campionato provinciale ad uno in cui affronteremo squadre come Parma, Chievo, che sul settore giovanile investono tanto, ma il discorso è identico pure per gli under 17 e 15, la Berretti: dovrà saltare fuori il vecchio cuore granata, i tecnici sono coscienti che dovranno lavorare per far uscire sempre il 110%, sopperire alla minor qualità con dedizione per far crescere i ragazzi, perché noi abbiamo un handicap di partenza».

Quale?

«L’attenzione della società è rivolta alla prima squadra, al mantenimento di una categoria guadagnata dopo 21 anni, non possiamo permetterci costi aggiuntivi come un convitto».

Tradotto in soldoni?

«Vuol dire che dobbiamo puntare su ragazzi in grado di autogestirsi, non possiamo far arrivare qualcuno da fuori regione od addirittura dall’estero, pertanto la strategia è chiara:riportare a casa ragazzi reggiani o delle zone limitrofe tesserati per altre società e che per quelle non sono futuribili, sperando che in qualche caso si sbaglino».

Mammi suggerisce di stringere alleanze con squadre del vicinato di serie A.

«È una strada percorribile, già qualcosa abbiamo fatto, ho ottimi rapporti con Sassuolo, Spal, Parma, Bologna, ma il problema è che i più forti se li tengono».

Si dice che compito di una squadra del settore giovanile non sia tanto quello di vincere, ma di sfornare giocatori buoni per la prima squadra…

«Parole sante, ma per fare questo ci vuole pazienza, anni, qua un anno fa si è partiti dalle ceneri di un fallimento, i ragazzini migliori si sono trovati di fatto liberi e molti, non tutti, si sono accasati altrove, adesso cerchiamo di riportare a casa i più meritevoli e poi in una stagione qualcosa di buono è stato fatto».

Cosa?

«Beh, 3 ragazzi del vivaio saliranno a Carpineti con la prima squadra, Jaquinta è andato in panchina con la prima squadra».

A proposito di figli d’arte avete preso dalla Reggio Calcio Abbruscato junior…

«Cerchiamo di stringere rapporti di buon vicinato, specie quella della provincia, la Reggio Calcio è una di quelle, e poi c’è un pizzico di scaramanzia, da lì sono usciti Costa, Cigarini, papà Elvis Abbruscato, segno che con i piccoli sanno lavorare bene». —



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