«La Unahotels si sta forgiando con l’entusiasmo e tanto lavoro»
Dal ritiro il vice allenatore Federico Fucà fa il punto sulla preparazione «Sfrutteremo la Supercoppa per conoscerci in vista del campionato»
l’intervista
adriano arati
«Non dovranno mai mancare sacrificio e voglia di essere una squadra: abbiamo preso elementi con queste caratteristiche umane e siamo contenti».
Non entra ancora nei dettagli tecnico-tattici della nuova Unahotels, il viceallenatore biancorosso Federico Fucà, ma prima di tutto all’identità di gruppo da costruire con tutte le difficoltà del periodo.
Che Unahotels vedremo?
«Finora c’è stato grande spirito, grande entusiasmo, ci sono belle facce e voglia di stare insieme, sarà poi il campo a dirci cosa saremo. Con una base».
Quale?
«Dovremo cercare sempre di mettere la voglia di fare, di giocare insieme. Per ora, da parte di tutti, dai più giovani ai meno giovani, c’è stata grande disponibilità».
Per ragionare dell’assetto tecnico ci vorrà tempo?
«È presto, più che parlare adesso di tecnica e di tattica adesso dobbiamo fare in modo che arrivino tutti i giocatori, ci vorrà pazienza per conoscersi, e non dovrà mancare lo spirito di sacrificio».
I vari acquisti sembrano rispondere al profilo richiesto, non trova?
«Abbiamo cercato di prendere giocatori con questo tipo di caratteristiche, siamo contenti di aver inserito elementi con caratteristiche umane di un certo tipo».
E i valori tecnici?
«Per quelli sarà il campo a parlare, ogni volta che faremo un allenamento o una partita dovremo cercare di aver dato il massimo».
Tutta la rosa conosce già l’Italia. E chi manca da tempo, come Blums e Elegar, ha tanta esperienza alle spalle. Un vantaggio?
«È una situazione particolare con cui tutti dobbiamo convivere, l’importante è che pian piano arrivino qui tutti. Poi cercheremo di capire come e quando come si potranno allenare, sono problemi che hanno buona parte delle squadre».
Il pregresso italiano aiuterà, comunque?
«Va detto che ogni posto è diverso, adesso facciamoli lavorare, useremo la Supercoppa per prepararci al campionato, per allenarci e per conoscerci, non sapremo nemmeno chi potremo schierare. Un problema diffuso? A parte qualche squadra di prima fascia già al completo, come Virtus Bologna, Milano e Venezia, oltre a Sassari che è quasi posto, credo che tutte le altre formazioni siano più indietro, e dovremo usare la Supercoppa per avvicinarci al campionato».
Un contesto che lascia spazio ai giovani?
«È un’occasione per i ragazzi. Sono da tanti anni in questa società, conosco l’importanza che si dà al settore giovanile, abbiamo la fortuna di avere un grande maestro come Andrea Menozzi, quest’anno ne abbiamo due con Giordano Consolini. La società ha sempre creduto in settore giovanile ed è una cosa che a me piace molto. Permette di lavorare molto con questi ragazzi, è bello vederli mentre crescono, loro devono usare partite, allenamenti, ritiri per fare esperienze e avvicinarsi al mondo senior. È chiaro che non puoi pretendere che siano sempre performanti, non per mancanza di voglia, ma perché parliamo di due mondi molto diversi».
E ci sarà un’altra novità, la coppa. È contento di disputarla?
«Lo staff tecnico ha sposato la scelta della società, è una bellissima possibilità fare una coppa, genera esperienza, fa crescere e maturare. Speriamo di farla più a lungo possibile. L’ultima volta che abbiamo fatto una coppa a Reggio siamo andati vicini al tetto d’Europa».
Che ambizioni avete?
«Speriamo di farla, prima di tutto, perché la situazione globale non è facile, e di farla bene e a lungo».
La coppa comporta molti viaggi e meno allenamenti. Non è un limite, con una squadra nuova?
«Ci sono pro e contro, personalmente ritengo una opportunità disputare una coppa europea. Io e Antimo l’abbiamo fatta a Roma, insieme, e io l’ho rifatta a Reggio, sappiamo cosa ci aspetta. Abbiamo tanti giocatori abituati a questo tipo di vita, saranno loro a far capire ai giovai cosa vuol dire fare coppa e campionato». —
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