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Il pre-campionato ha preso il via fra allerte, ritardi e tre casi di positività

Adriano Arati
Il pre-campionato ha preso il via fra allerte, ritardi e tre casi di positività

Dopo Venezia e Virtus, l’allarme è scattato a Brescia Nessun problema per ora in casa Pallacanestro Reggiana 

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Allerte, ritardi, clausure improvvise.

Anche la serie A di basket ha dovuto confrontarsi con le tante difficoltà pratiche generate dall’emergenza sanitaria globale, unite alle pesantissime incertezze economiche e logistiche.

Tre società hanno registrato nei giorni scorsi dei casi di positività al Covid-19 all’interno dei propri organici, pur con dinamiche molto diverse.

A Venezia, la stella Austin Daye è risultata positiva al primo controllo effettuato in Italia ad inizio agosto. Per il giocatore Usa, le due settimane di isolamento erano comunque previste, nel periodo di quarantena non ha mai evidenziato particolari problemi di salute, ora è arrivato il doppio tampone negativo e quindi Daye può riprendere ad allenarsi.

Per vederlo in partita, visto lo stop totale forzato, ci vorrà qualche tempo, la Reyer non intende rischiare infortuni.

Dinamica simile alla Virtus Bologna con il regista serbo Stefan Markovic.

Il primo tampone fatto una volta tornato in città era positivo, il giocatore è rimasto in isolamento per poi effettuare nuovi test, risultati negativi, e ora ha raggiunto i compagni in ritiro a Folgaria.

La vicenda più recente riguarda la Leonessa Brescia.

Il 19 agosto la società bresciana ha sospeso gli allenamenti dopo che un componente del gruppo della prima squadra era risultato positivo a un test sierologico. I successivi tamponi hanno dato esito negativo, e la squadra ha ieri ricevuto l’ok per tornare in palestra.

La Unahotels per ora non ha avuto problemi sanitari, tutti gli esami svolti periodicamente sono filati lisci, le rogne riguardano l’ingresso in Italia di stranieri provenienti da Paesi considerati a rischio, per cui è richiesta la quarantena, fra cui gli Usa.

Brandon Taylor, il primo a presentarsi a Reggio, ha da poco concluso l’isolamento e ora lavora con coach Martino, Bostic è in città dal 17 agosto in attesa di terminare il proprio periodo di clausura mentre Elegar e Johnson – come molti statunitensi alle prese con ambasciate intasate – stanno pianificando i voli per poter arrivare a destinazione.

Con le attuali regole, né Bostic né i due lunghi potrebbero prendere parte alla Supercoppa, da diversi giorni si attende il nuovo protocollo della Fip per la ripresa delle attività professionistiche, che dovrebbe portare novità in materia.

L’indicazione emersa sarebbe quella di ridurre la quarantena a tre giorni per tutti gli atleti che - nell’arco di queste 72 ore - risulteranno negativi a due tamponi consecutivi.

Un bel salto, che permetterebbe di accelerare notevolmente i tempi per Reggio così come per gran parte delle società di serie A. Non tanto per essere competitivi in Supercoppa, dove comunque i giocatori appena arrivati non verrebbero certo utilizzati per molti minuti, ma per potersi allenare al completo e prepararsi al meglio all’avvio del campionato.

A oggi però il nuovo protocollo non è ancora stato formalizzato, e ogni discorso rimane di conseguenza meramente ipotetico. —





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