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Reggiana, il rammarico di Staiti messo sul mercato: «Sono deluso, in tanti mi hanno scritto»

J. D. P.
Reggiana, il rammarico di Staiti messo sul mercato: «Sono deluso, in tanti mi hanno scritto»

Il centrocampista 33enne è reduce da due stagioni da protagonista in maglia granata: «Ho la coscienza pulita, ho sempre dato il massimo» 

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REGGIO EMILIA. Lorenzo Staiti ieri ha iniziato ad allenarsi, in via Agosti a Reggio, insieme a Scappini, Favalli, Favale, Serrotti, Santovito e Voltolini, giocatori che sono sul mercato.

«È stata una scelta tecnica e non nascondo la delusione - dice il centrocampista -. Però vado avanti, comportandomi da professionista come ho sempre fatto. Ora mi allenerò per farmi trovare pronto per qualsiasi evenienza». Che significa principalmente approdo a un’altra squadra, dal momento che la permanenza a Reggio non è un’opzione realistica. «Al momento non ho offerte - dice il 33enne - ma credo che il mercato si muoverà ai primi di settembre».

Il centrocampista 33enne, che ha ancora un altro anno di contratto, è reduce da due stagioni positive in maglia granata.

Dal campionato in D al trionfo in finale con il Bari, il centrocampista ha sempre fornito il suo apporto e si è segnalato per correttezza dentro e fuori il campo.

«Quando si è diffusa la notizia che non ero stato convocato ho ricevuto tantissimi messaggi di affetto e di stima da parte dei tifosi e della gente di Reggio. Sono contento e ci tengo molto a ringraziare tutti quelli che hanno speso delle parole positive per me».

Staiti è stato uno dei protagonisti della stagione che si è conclusa con la promozione in B. Ha giocato 23 partite su 27 della stagione regolare (tre le ha saltate per problemi fisici, una volta è andato in panchina). Nei playoff è subentrato nel finale in tutte e tre le partite. «Ho segnato un gol, all’esordio con la Feralpisalà. Forse potevo fare meglio in termini realizzativi, ma è anche vero che ho fatto 7 assist in stagione. Nelle mie caratteristiche c’è quella di essere altruista e giocare sempre al servizio della squadra».

Fino a novembre, prima dell’esplosione di Igor Radrezza, è stato titolare, ma anche dopo ha continuato ad essere utilizzato con continuità da mister Max Alvini.

Dalla finale dei playoff all’esclusione dal ritiro, Staiti e gli altri hanno vissuto emotivamente momenti di segno opposto. «Ho fatto la scelta di venire a Reggio quando la società non esisteva ancora, in serie D. Ho voluto fortemente questa maglia per conquistare quella categoria dalla quale venivo. È innegabile che mi dispiaccia perché qui a Reggio sto bene, mi sento apprezzato. Comunque ho la coscienza pulita perché ho dato il massimo in questa esperienza».

Calciatori, allenatori e dirigenti sono costantemente sulla corda. La precarietà è la condizione comune per la maggioranza di loro. «Diciamo che vivi sempre sul chi va là – dice Staiti – forse, parlando in generale, anche oltre quello che sarebbe ragionevole attendersi. Comunque lo ripeto: sono un professionista, con centinaia di partite all’attivo, e sono pronto a ripartire. Vediamo quello che accadrà».
 

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