Gazzetta di Reggio

Sport

bonacini e manghi cauti 

Il nodo capienza e l’obiettivo di portare il pubblico alle finali

N.V.

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REGGIO EMILIA

«Ad oggi non riusciamo a dare una percentuale precisa degli spettatori presenti e proprio su questo siamo in stretto contatto con la sanità, ma la nostra intenzione è quella di avere il pubblico sugli spalti nel weekend della Final Four». Parole e musica di Stefano Bonaccini, presidente della Regione con delega allo sport, che si dimostra ancora una volta in prima linea in termini di proposte e soluzioni.

Durante la conferenza di presentazione della Supercoppa Bonaccini ha fatto il punto della situazione in merito alla riapertura degli impianti, anche alla luce dell’ordinanza regionale che fissa attualmente a 200 le presenze per eventi al chiuso: «Possiamo dire che l’Emilia Romagna è per quantità e qualità degli eventi la miglior regione dopo il lockdown per quello che riguarda gli eventi sportivi- queste le sue parole- siamo in attesa di un provvedimento nazionale specifico, ma non vedo perché se i ristoranti sono pieni non si possa autorizzare l’ingresso di tifosi a vedere una partita di pallacanestro, seduti e con posti prenotati. In prima persona ho visitato i reparti di terapia intensiva durante la fase dell’emergenza e conosco la gravità della situazione, ma al tempo stesso siamo in grado di garantire eventi sportivi in totale sicurezza».

Si va dunque verso una fase finale con il pubblico anche se pare al momento difficile scongiurare le porte chiuse per le prime giornate dei gironi.

Dopo il Giro dell’Emilia di settimana scorsa, con i gran premi di motociclismo e formula 1 ormai alle porte e con Imola che si candida fortemente ad ospitare il Mondiale su due ruote, la manifestazione cestistica si aggiunge così alla lista dei grandi eventi, ma per Bonaccini grande importanza hanno anche e soprattutto le realtà di base: «Con un grande sforzo nei mesi scorsi abbiamo pensato a dei voucher per ragazzi dai 6 ai 16 anni sotto un certo reddito, per permettere loro di continuare a fare attività. Era nostro dovere andare incontro a queste famiglie- chiude il presidente- ed al tempo stesso anche ai singoli team». —





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