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Dai “vecchi marpioni” alle promesse così la Reggiana cambia pelle per la B

Massimo Sesena
Dai “vecchi marpioni” alle promesse così la Reggiana cambia pelle per la B

Ecco perché il duo Tosi-Alvini ha deciso di lasciare a casa Scappini e Staiti. E perché potrebbero un giorno rientrare

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Massimo Sesena / REGGIO EMILIA

Complice anche il distanziamento sociale che ha impedito sin qui ai tifosi granata di stare a contatto della squadra, in questi giorni d’agosto uno degli argomenti ancora caldi - sui social e nei bar - è la clamorosa esclusione di Stefano Scappini e Lorenzo Staiti dal gruppo squadra che è salito a Carpineti per il ritiro pre-campionato. Clamorosa perché parliamo dei giocatori che hanno contribuito in maniera decisiva alla cavalcata trionfale della Reggiana: la media-gol di Scappini in rapporto alle partite giocate è degna di un top-player, e Lorenzo Staiti aveva da tempo occupato un posto privilegiato nel cuore della tifoseria, per la quale era, è e resterà per sempre “la iena”.

Perché? È stato con questa parola che - sbigottito - il tifoso granata ha reagito alla notizia delle due esclusioni. Eppure un perché c’è.

DUE STRATEGIE

L’anno scorso, al momento di allestire la squadra, Doriano Tosi e Massimiliano Alvini hanno cercato di dare alla Reggiana una ossatura di giocatori esperti (Spanò, Costa, Espeche, Rozzio, Varone, Rossi, Marchi e, appunto, Staiti e Scappini) su cui operare innesti mirati di giovani promettenti come Libutti, Kargbo, Kirwan e Zamparo.

Una scelta, quella operata alla vigilia dello scorso campionato, che alla fine ha premiato oltre ogni pronostico, catapultando la squadra in un’altra categoria. Di più: in un’altra dimensione. Ed è proprio nella necessità di adattarsi a questa nuova dimensione che risiede una delle cause che hanno portato Doriano Tosi alla scelta dolorosa ma necessaria di lasciare a casa, tra gli altri, due alfieri granata di questa caratura.

Rispetto alla serie C dove le spese sorpassano di gran lunga gli introiti e i contributi della Lega sono poco più che spiccioli, in serie B la musica cambia, perché la quota parte di diritti televisivi che spetta alla Reggiana (così come alle altre squadre del campionato cadetto), si calcola comunque in milioni di euro.

Impossibile adesso fare un calcolo preciso, ma stando alle attese dei soci granata - che presto saranno chiamati a fare i conti con il pesante extra-budget sostenuto per far fronte alla ripresa del campionato con i playoff secondo i protocolli anti-Covid - l’ammontare dei contributi in arrivo dovrebbe superare i 4 milioni di euro.

Il condizionale è d’obbligo per via di quella parte dei contributi che sarà certamente variabile, in quanto legata, ad esempio al minutaggio dei giocatori under 23. Più sarà alto il tempo giocato dei giovani emergenti, e più la Reggiana incasserà in termini di contributi di solidarietà.

UNA SQUADRA, TRE GRUPPI

Da qui, la scelta di quest’anno di invertire radicalmente la rotta rispetto alla politica dell’”usato sicuro” che ha portato la Reggiana in serie B dopo 21 anni: taglio ai “senatori”, largo ai giovani. Anche perché lo dicono le norme.

In particolare la Reggiana deve presentare ogni partita, tre liste di giocatori: la lista degli Over 23 che può contenere al massimo 18 nomi, la lista degli Under 23 che invece è illimitata e infine una lista, assai ridotta, di soli due nomi, in cui vanno inseriti - se ci sono - i cosiddetti Giocatori-bandiera ovvero quei tesserati che hanno già alle spalle 4 anni di militanza in una determinata squadra. Nel caso della Reggiana, uscito di scena Ale Spanò - tra gli applausi e anch’egli decisamente a sopresa - l’unico giocatore che oggi può fregiarsi di questo titolo è il suo compagno di reparto Paolo Rozzio che da Spanò aveva già ereditato i galloni da capitano.Invero, la Reggiana provato fino all’ultimo a inserire anche il secondo giocatore bandiera, in modo da liberare un altro posto tra gli Over 23. E ci ha provato - senza fortuna - con Andrea Costa.

Il difensore, reggiano doc, cresciuto nella Reggio Calcio e messosi in luce proprio con la Reggiana, trampolino per lui di una carriera fatta di presenze in serie A e B, ha sì alle spalle quattro anni con la maglia granata, ma uno di questi quattro anni, quello in cui il Bologna lo aveva ceduto in prestito a noi, non è considerato valido.

Alla luce di questa divisione, i posti liberi nell’attuale lista degli Over 23 - considerato anche l’ultimo arrivato Giuseppe Zampano - sarebbero ancora cinque. Ma è anche vero che il mercato è appena iniziato e si chiuderà soltanto nella prima settimana di ottobre.

UNA PORTA SOCCHIUSA

Ecco perché l’umore dei tifosi che hanno nostalgia di Scappini e C. potrebbe cambiare e con esso anche quello dei diretti interessati che continuano in questi giorni ad allenarsi come giocatori della Reggiana sia pure aggregati alla Primavera che si sta ritrovando sotto la guida di Paolo Beretti ai campi di via Agosti.

Significa che i giocatori oggi esclusi dal ritiro un giorno potrebbero rientrare nel primo gruppo? In linea teorica sì. Anche se sia mister sia direttore sportivo hanno apertamente parlato di scelte tecniche, spiegando le esclusioni.

Molto dipenderà insomma dal mercato che è in corso e dentro al quale si sta muovendo Doriano Tosi che non a caso - se stiamo alle necessità del reparto attaccanti - ha sin qui giocato a c arte abbastanza scoperte, lasciando intendere che i suoi obiettivi sono Simone Mazzocchi, 22 anni, attaccante del Sudtirol e un certo Augustus Kargbo, anni 21, di cui si dice un gran bene... —

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