«La mia missione è diventare il leader della Unahotels»
Il nuovo play Brandon Taylor si autocandida a un ruolo di primo piano «Voglio essere un punto di riferimento per i miei compagni»
SCANDIANO
Non nasconde la personalissima ambizione di giocare in futuro in Eurolega, né quella di diventare nell’immediato il leader della Unahotels, il play Brandon Taylor.
Scelto, così come tutti gli altri, dal coach Martino – come ribadito ieri nel presentarlo dal socio del club Graziano Sassi – il nuovo regista titolare biancorosso ha senza dubbio le idee chiare.
«Sono il play di questa squadra – dice, deciso – e il mio compito è diventare un punto di riferimento in campo».
E come tanti prima di lui premette che Reggio l’ha subito conquistato.
«Sono orgoglioso e galvanizzato dal poter rientrare in Italia. Dopo l’esperienza a Bergamo, in serie A2, la mia volontà era ritornare a giocare nel vostro paese e Reggio era l’opzione migliore. La città per quel poco che sinora ho visto, mi piace molto. Vivo in centro e mi piace poter avere tutto vicino. Per ora ho già apprezzato i ristoranti...» ride.
A Reggio nascerà il secondo figlio, un maschio.
«Fra due mesi nascerà il mio secondogenito. Mia figlia è nata a Bergamo e sono felice che anche mio figlio nasca qui. Per me la famiglia è tutto. Non sarei mai riuscito a diventare un giocatore professionista senza mia moglie», spiega sotto gli occhi del sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti, intervenuto alla presentazione nella sede della Gs Brands di Sassi.
«A Reggio è tutto perfetto – rimarca il 26enne play cresciuto a Los Angeles con il mito della stella dei Lakers Kobe Bryant – le mie ambizioni si sposano con quelle della società che fin dal primo contatto mi ha fatto comprendere quanto fosse seria. Io sono molto motivato, voglio dimostrare di poter giocare a questi livelli. Voglio fare un salto di carriera. Quando giocavo a Bergamo, andavo a Milano a vedere le gare d’Eurolega. Ho visto giocare tanti campioni e mi sono detto che avrei voluto arrivare lì».
«Cosa porterò alla Unahotels? Organizzazione di gioco e leadership. Il mio punto di forza è saper bilanciare la capacità di passare con quella di tirare –spiega sicuro – So fare entrambe le cose e so capire quando è il caso di fare la prima o la seconda. Non sono molto alto e difensivamente devo essere tenace e rabbioso – ammette –. Ho lavorato tutta estate sul mio fisico per essere pronto a una lega fisicamente tosta come la serie A».
Nei pochi allenamenti e nell’unico scrimmage giocato con la squadra, quello di mercoledì con Pesaro, Taylor ha avuto modo di apprezzare il talento dei giovani.
«Sono tutti aggressivi e tutti hanno grandi potenzialità. Cham mi ha impressionato per quanto gioca duro, Diouf l’ho subito ribattezzato “Kevin Durant” per le sue doti tecniche e fisiche, mentre Candi è un giocatore versatile ed estremamente solido».
Che Taylor creda nel progetto reggiano, lo dimostrerebbe anche la tempistica con cui ha detto sì alla proposta del club biancorosso.
«Brandon – rivela il dg Barozzi – voleva assolutamente giocare una coppa. Quando l’abbiamo cercato, però, non potevamo ancora garantirgliela. Lui ha accettato ugualmente la nostra proposta, nonostante l’incertezza, e poco dopo abbiamo avuto la notizia di poter disputare la Fiba Europe Cup». —
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