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I CAMPIONATI A RISCHIO 

Il presidente del Calerno «Pronto a dimettermi»

Nicolò Rinaldi

Roberto Mazzali contro la norma dei protocolli anti-Covid che attribuisce la responsabilità alle società 

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Nicolò Rinaldi / CALERNO

«Finchè non ci sarà un vaccino contro il Coronavirus, o quantomeno una cura efficace, è impossibile pensare di ripartire con il calcio dilettantistico: bisogna avere il coraggio di dirlo».

Roberto Mazzali parla senza usare mezzi termini, arrivando addirittura a ventilare le sue dimissioni dalla presidenza della Virtus Calerno: «Con le norme in vigore, i presidenti vengono considerati responsabili di eventuali positività al Covid che si dovessero verificare all'interno della squadra. Il concetto di responsabilità va inteso a tutto campo, civile e penale: se questa norma restasse immutata, non potrei fare altro che lasciare il mio incarico in società».

Da dove nasce il suo pessimismo?

«Si tratta piuttosto di realismo: la Virtus Calerno si è attrezzata, sia pure a fatica, in modo da rispettare tutto ciò che il protocollo richiede: tuttavia tantissime altre società non sono nelle condizioni di adeguarsi, sia per motivi economici sia per problemi relativi all'impiantistica. In più, nemmeno la stretta osservanza delle norme mette completamente al riparo dai rischi».

Sarebbe a dire?

«Le occasioni di contrarre il virus sono molteplici, anche e soprattutto ben al di fuori dell'impianto di gioco. Faccio un esempio lampante: il Covid potrebbe entrare nella squadra e provocare contagi a catena anche solo a causa di un positivo asintomatico, che magari ha ricevuto l'infezione in contesti nettamente diversi dallo sport. Si tratta ovviamente di un problema comune a tutto il calcio dilettantistico, dove test e tamponi non possono essere così frequenti come tra i professionisti».

Se comunque la Virtus Calerno è in grado di seguire i protocolli, lei cosa teme a livello personale?

«Lo ribadisco: al momento, i presidenti rispondono direttamente di tutto quanto avviene all'interno dei club. Sono qui da una vita, e dunque lasciare la guida della società mi dispiacerebbe parecchio: d'altro canto, spero di essere compreso quando dico che non posso rinunciare a dormire la notte. Nei prossimi giorni si prevede l'uscita di un protocollo aggiornato, che dovrebbe toccare pure questi temi: resterei al timone solo se i presidenti venissero sollevati nero su bianco da ogni responsabilità legale».

Data la situazione, state pensando di ritirare la squadra?

«Nessun ritiro: saremo regolarmente ai nastri di partenza della Prima Categoria, ma senza illusioni. I fatti parlano chiaro: ritengo che la stagione 2020/2021 sia fortemente a rischio per tutte le categorie dall'Eccellenza in giù». —

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