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Tocca alla Unahotels la prima partita in Italia con il tifo sugli spalti

massimo sesena

Questa sera all’Unipol Arena i biancorossi giocano contro la Fortitudo in Supercoppa È il primo match che prevede la presenza del pubblico nel rispetto delle norme anti-Covid 

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l’intervista

massimo sesena

Una prima assoluta. Di più: un match che vale tantissimo. A patto che non si commetta l’errore di guardare al risultato. E Pierre de Coubertin stavolta non c’entra, così come c’entra relativamente poco sapere chi farà strada in questa Supercoppa di basket, la prima manifestazione sportiva che prova a riacquistare normalità.

La partita che si gioca questa sera all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno tra la Unahotels Reggio Emilia e la Fortitudo Bologna (palla a due alle 20.45) vale tantissimo per lo sport italiano. Perché per la prima volta in Italia dai giorni drammatici della pandemia, questa sera nel Bolognese si gioca una partita di uno sport indoor con il pubblico intorno.

Il disco verde a quello che - proprio per la totale assenza di precedenti del genere - possiamo definire un esperimento è arrivato nei giorni scorsi dalla Regione Emilia Romagna che - su input del suo presidente Stefano Bonaccini - ha gestito tutta la partita della Supercoppa di Basket. E il regista di questa complessa operazione - che ha visto lavorare per giorni, gomito a gomito i dirigenti della Pallacanestro Reggiana, della Virtus Bologna (il pubblico potrà entrare anche al Paladozza, parquet di casa delle V Nere) e della Fortitudo - è stato il reggiano Giammaria Manghi, sottosegretario alla presidenza della Regione.

Sottosegretario Manghi, quella di stasera è davvero una partita storica?

«Per il periodo che abbiamo vissuto e di cui abbiamo tutti memoria e anche per il periodo che viviamo che non può dirsi certo quello di chi ha scampato il pericolo direi che siamo di fronte al primo tentativo serio e concreto di ripartenza dello sport con il coinvolgimento del pubblico».

Un tasto, questo, su cui la Regione sta battendo con forza, se è vero che il 13 e il 20 settembre sono in programma due gran premi di motociclismo con 10mila persone...

«Anche quelli saranno appuntamenti importanti, anche se in quel caso parliamo di diecimila persone in un ambiente aperto e abbastanza vasto. L’evento indoor è invece una cosa molto più complessa e devo dire che se siamo riusciti a trovare il modo di convincere il Comitato tecnico scientifico a dare il via libera lo dobbiamo alla grande serietà dei dirigenti delle due società. In tutti ho trovato grande senso civico e disponibilità ad adeguarsi a norme che sono a tutela della salute di tutti».

Possiamo parlare di questa partita di stasera come di un esperimento da cui dipendono altri possibili passi in direzione del ritorno alla normalità?

«Sicuramente quello che accadrà all’Unipol Arena darà indicazioni anche per gli eventi futuri».

Significa che qualora dovessero verificarsi casi di contagio riconducibili a questi incontri potrebbero esserci giri di vite ulteriori?

«Voglio pensare in positivo. Certo è che la decisione di aprire a circa 2000 persone l’Unipol Arena non è stata presa a cuor leggero e non è a costo zero».

Ci spieghi in cosa consistono questi “costi”

«Chi acquista il biglietto viene tracciato, registrato con nome e cognome. Questo servirà nel caso in cui qualcuno che era nei paraggi all’interno del palasport, dovesse risultare positivo o contrarre la malattia. In quel caso, il vicino dovrà stare in quarantena in attesa del tampone».

Una volta dentro al palasport che succede?

«Con un termoscanner viene misurata la temperatura poi degli steward accompagnano il tifoso al suo posto, a due metri di distanza dal tifoso più vicino. Dal posto ci si potrà alzare solo per andare al bagno, seguendo sempre le indicazioni degli addetti, circa 70, in pratica uno ogni trenta spettatori». —

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