Brandon Taylor si conferma ma la “perla rara” si chiama Ibrahima Cham
Pur tra qualche ingenuità, il 17enne gambiano ha mostrato il suo talento mentre il play ha già indossato i panni del leader di questa squadra
REGGIO EMILIA
I lampi del centro del futuro, tantissima dedizione, idee chiare in attacco e in difesa e la conferma del talento di Taylor.
La vittoria della Unahotels al debutto con la Fortitudo lascia con sé tante buone notizie per il futuro, considerando che le principali sofferenze sono arrivate nel reparto più sguarnito, quello dei lunghi, destinato a crescere non appena i due lunghi titolari Frank Elegar e Justin Johnson saranno disponibili. La loro assenza ha concesso in compenso spazio ad Ibrahima Cham, promettentissimo lungo originario del Gambia nemmeno 17enne su cui Reggio sta facendo un grande investimento.
Il centro non potrà essere tesserato come italiano di formazione per almeno altri due anni, ma la società ha comunque deciso di usare un visto per uno straniero pur di averlo già a disposizione. E Cham ha ripagato alla grande. Lanciato in quintetto da coach Martino, il 29’ ha portato giù 10 rimbalzi, segnato 6 punti, fatto vedere una notevolissima agilità per la sua stazza ed ha garantito un minimo di presenza in area. Reggio è stata molto brava con gli esterni a catturare i cosiddetti rimbalzi lunghi, aiutata in questo dal presidio garantito da Cham.
Le ingenuità non sono mancate, ma per un ragazzino sono quasi inevitabili. La Unahotels ha faticato a difendere il proprio ferro, forse l’unica pecca in un match interpretato nel migliore dei modi, ma su questo vanno pure riconosciuti i meriti del centro bolognese Happ, una vera macchina da post basso. La strada è lunga, ma i margini di crescita fisica e tecnica di Cham sono intriganti, a dir poco, e il doppio lavoro in prima squadra e nelle giovanili lo aiuterà ad accelerare i tempi. Sempre sul fronte individuale, una menzione di merito va ai veterani italiani Baldi Rossi e Candi, fatti uscire dalla panchina nonostante le assenze. Entrambi hanno fatto vedere quello che potranno dare: Baldi Rossi è stato preciso dall’arco e bravo a sfruttare la sua esperienza, Candi ha portato energia difensiva e aggressività.
E poi, Brandon Taylor. È arrivato a Reggio per guidare la squadra e lo ha fatto. Dopo un primo quarto interlocutorio, in cui non ha forzato molto, ha fatto vedere di poter fare canestro da fuori in ogni circostanza e di saper innescare i compagni. Sia in contropiede, e Kyzlink ringrazia, sia dopo aver attirato la difesa avversaria su di sé con le sue iniziative dal palleggio. Quando Blums avrà trovato maggior ritmo al tiro e Bostic sarà disponibile, la pericolosità perimetrale biancorossa potrebbe diventare davvero notevole. La questione che più avrà fatto felice coach Martino riguarda però l’intero gruppo, ed è l’intensità con cui i biancorossi sono scesi in campo dal primissimo secondo, nessuno escluso. Lo staff tecnico ha dato indicazioni chiare e semplici in difesa, chiedendo aggressività costante sui rivali, e tutti hanno dato il loro mattoncino. Senza mai nascondere la mano. Lucidità e voglia di fare, per ora non ci si può lamentare. —
ADR.AR.
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