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Reggiana ora il pressing è per riavere il pubblico

Massimo Sesena
Reggiana ora il pressing è per riavere il pubblico

Dopo lo sfogo a fine partita del mister Massimiliano Alvini la società proverà a ottenere una deroga per l’Imolese

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Massimo Sesena / REGGIO EMILIA

Da toscano senza peli sulla lingua, Massimiliano Alvini quando deve dire una cosa non se la tiene.

Nel caso di specie, poi, era proprio quella la notizia. Non la Reggiana che tornava in campo mascherata da Mancester City (ma solo per l’improbabile colore della maglia, non certo per gli sceicchi che tengono i cordoni della borsa), non il netto risultato ottenuto contro dei diligenti ragazzini del Chievo Primavera. Tutto passa in secondo piano di fronte alla desolazione degli spalti del Maracanà di Carpineti. Tutto è noia rispetto a un abbraccio - quello tra la Reggiana e i suoi tifosi, tra il tifoso granata e i suoi eroi che lo hanno portato via da un inferno che sembrava senza fine - che manca da troppo tempo.

Nei giorni precedenti l’amichevole con la formazione Primavera del Chievo, i dirigenti della Reggiana hanno bussato inutilmente alle porte di Regione e Prefettura. Ricevendo però sempre la stessa risposta: «Non è ancora possibile riaprire».

Invero, si sarebbe trattato di una riapertura minima, quella ipotizzata per la prima partita amichevole della Reggiana neopromossa in serie B. E anche la location, il Maracanà di Carpineti, probabilmente si prestava per una sperimentazione a cui però tutti i preposti hanno detto no.

«Magari qualcuno non sarà d’accordo - aveva detto mister Alvini a fine gara - ma io credo che qui, oggi, cinquecento persone, opportunamente distanziate come vogliono le misure anti-contagio, oggi qui avrebbero potuto esserci».

Ora c’è un altro appuntamento che attende i granata. Ancora una amichevole e ancora a Carpineti dove sabato 5 settembre salirà l’Imolese, squadra di serie C allenata dall’ex granata Roberto Cevoli. E la società di via Fratelli Bandiera tornerà probabilmente a chiedere quel che aveva già postulato giorni fa. Con quali esiti? Difficile fare pronostici.

Nel frattempo però qualcosa si sta muovendo.

Al netto della rivalità tra calcio e basket, la partita giocata all’Unipol Arena tra la Unahotels Reggio Emilia e la Fortitudo potrebbe essere un ottimo grimaldello che apra una breccia nel muro tutto scienza e divieti eretto dal governo e dal temutissimo Comitato tecnico scientifico. Invero , sabato a Casalecchio si sono presentate poco più di un migliaio di persone a fronte delle 2068 che il palasport era preparato a contenere. Probabile che venerdì prossimo, quando in calendario ci sarà il derby tra Fortitudo e Virtus, il tutto esaurito ci sarà. E sarà quindi quello il test più probante. Sull’onda del pressing di questi giorni, il presidente della Regione Stefano Bonaccini - regista di questo esperimento assieme al sottosegretario alla presidenza, il reggiano Gianmaria Manghi - ha messo in agenda un incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza per lavorare anche a vantaggio del calcio.

L’impressione, tuttavia, è che se una deroga dovesse arrivare in tempi brevi per la Reggiana sarebbe comunque una sorta di strappo alla regola. Il percorso verso la graduale riapertura degli stadi - per i campionati nazionali - passa inevitabilmente per una apertura parziale e controllata. Il 25% per cominciare. Che a detta di molte società che ancora devono partire con la campagna abbonamenti, non sarebbe che un brodino. —

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