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i graNATA A PORTE CHIUSE 

La Reggiana si candida a un altro esperimento

Luigi Cocconcelli
La Reggiana si candida a un altro esperimento

La società granata intenzionata a chiedere una deroga in vista di sabato quando a Carpineti salirà l’Imolese (serie C) per la seconda amichevole

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Luigi Cocconcelli / REGGIO EMILIA

Il tema non era all’ordine del giorno del consiglio federale di ieri, quello che ha ratificato le date d’inizio dei campionati:20 settembre serie A, una settimana dopo, nel week-end del 26-27 serie B e C.

Probabile però, che nei corridoi di questa riunione, l’argomento della riapertura, sia pure parziale, degli stadi al pubblico sia stato affrontato. Le società attendono lumi sul da farsi, la Reggiana tra quelle. Il progetto, la collaborazione con il Sassuolo ipotizzata qualche settimana fa da Carmelo Salerno è ferma al palo. Inutile ipotizzare, studiare soluzioni prima del via libero della federazione.

Le squadre spingono, ovviamente, per consentire la presenza del pubblico , a parole non solo e tanto per ragioni economiche. Che pure hanno la loro ragione di essere. Mancato accesso del pubblico significa anche impossibilità di aprire la campagna abbonamenti e con quei proventi, di solito, si pagano i primi mesi di attività. Qualche eccezione, alla chiusura totale, c’è stata.

ESPERIMENTI

Il basket - il primo sport indoor a ripartire - ha riaperto con un limite che garantisca il distanziamento sociale e il primo esperimento in questo senso ha visto come “cavie” la Pallcanestro Reggiana e la Fortitudo Bologna: alla fine alla Unipol Arena c’erano pico più di mille persone (delle 2068 ammesse, un quarto della capienza teorica dell’impianto). Per capire come va questo esperimento ci vorrà ancora qualche giorno e soprattutto si dovrà arrivare all’appuntamento di venerdì sera quando, sempre per la Supercoppa di Basket è in programma il derby delle due Torri con il pala a capienza ridotta che sarà certamente sold out.

Tornando al calcio, altri esperimenti si sono visti: il Napoli nel ritiro di Castel di Sangro ha giocato la prima amichevole in presenza di pubblico. Almeno a giudicare dalle riprese televisive. Millecinquecento persone almeno. Come è stato possibile? Non trattandosi di impegni ufficiali, spetta alle Regioni decidere in merito.

La Reggiana pare intenzionata a chiedere al presidente Bonaccini la deroga per la disputa a porte aperte dell’amichevole di sabato prossimo a Carpineti, avversario l’ Imolese di Robertone Cevoli.

OBIETTIVO MINIMO

A occhio e croce, potrebbero assistere alla partita da 350 a 400 persone, Staremo a vedere. Certo è che il numero di contagi non depone a favore del pubblico sigli spalti in campionato, almeno nelle prime giornate. Comitato scientifico ed autorevoli virologi, come il professor Galli, responsabile malattie infettive ospedale Sacco di Milano, temono il ripetersi di quanto verificato con la riapertura delle discoteche. La priorità, per ora, è alla riapertura delle scuole, che già suscita non pochi timori. Il calcio, dicono, può attendere. La posizione del calcio, invece, è che non si possono paragonare discoteche e stadio, là l’attività è al chiuso, qua all’aperto ed il distanziamento è più facile. Il problema principale , a livello organizzativo, rimane sempre quello: come garantire il distanziamento sociale all’ingresso, soprattutto, e all’uscita. Servono mezzi e e spetterebbe alla Reggiana dare garanzie.

Lì si potrebbero prevedere per settori, più difficile , ovviamente, l’entrata. Una soluzione prospettata è quella di aprire soltanto al pubblico di casa, niente trasferte, in modo da evitare assembramenti sui mezzi di trasporto. —

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