Unahotels bella a tratti ma con poche rotazioni
Dopo la vittoria sorprendente all’esordio contro la Fortitudo i giovani hanno pagato pegno e si sono sentite le assenze
Adriano Arati / REGGIO EMILIA
Piacevoli sorprese e qualche certezza ancora da definire. Con la sconfitta di Cremona è terminata l’andata del girone B della Supercoppa 2020, una fase che la Unahotels ha affrontato a ranghi ridotti, priva dei due lunghi titolari, mostrando comunque vigore e intensità nei due impegni sulla carta più tosti, quelli contro le due bolognesi.
Il brusco calo di intensità nel match di venerdì con Cremona ha forse spento qualche entusiasmo, ma mai come quest’anno le prime fasi stagionali vanno prese con le pinze. Tanto più in un girone con una favorita chiara, la Virtus, in cui l’esito finale appare già scontato.
I giudizi su Reggio risentono dell’assenza di ala forte e centro del quintetto. Sino ad ora i biancorossi non hanno potuto contare sui due giocatori di maggior fisicità e verticalità, Cham e Diouf sono stati bravi a usare lo spazio per far vedere le loro doti ma la differenza – di peso, di esperienza, di “credibilità” con arbitri poco usi a tutelare i lunghi giovani – è forte, non a caso tutte le rivali biancorosse hanno attaccato con continuità l’area. E nelle due sconfitte il divario negativo a rimbalzo è stato ampio.
Chi ha risentito più di tutti della situazione è la stella designata Brandon Taylor.
Dopo l’eccellente gara con la Fortitudo, le avversarie lo hanno raddoppiato in ogni occasione usando i propri lunghi allo scopo. E la Unahotels ha faticato parecchio ad avvicinarsi all’area, senza riferimenti chiari, solo qualche incursione di Kyzlink ha avuto effetto, prima che il ceco – sino ad ora il migliore in assoluto – pagasse la stanchezza. La presenza di Johnson e Elegar, bloccatori solidi e bersagli affidabili in area, dovrebbe aiutare il piccolo regista, che comunque ha già mostrato doti offensive superiori. E tanta personalità. Taylor ha voluto giocare in prima persona tutti i palloni pesanti nei finali, un segno di carattere ma forse pure un limite.
I veterani Bostic ed Elegar, uniti a Blums, potranno contribuire a dividere meglio queste responsabilità. I motivi per sorridere di certo non mancano, per ora.
Per almeno due gare e mezzo l’approccio mentale è stato perfetto, anche quando le rivali martellavano e trovare un canestro era un’impresa i biancorossi hanno sempre difeso e hanno sempre lottato, a conferma della capacità di Martino di motivare i suoi. Oltre ai lampi atletici di Cham e Diouf, spicca sinora il rendimento dei due italiani più esperti, quelli con un ruolo più ampio nelle rotazioni, Candi e Baldi Rossi. Il regista, oltre al consueto vigore, ha mostrato progressi intriganti al tiro da fuori e nella capacità di attaccare l’area, Baldi Rossi si conferma un tiratore di prima fascia e, con i due titolari pronti, la sua capacità di allargare il campo diventerà preziosissima. —
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