I dolori del ds Tosi: «Costi alti e ricavi giù: che fatica costruire la nuova Reggiana»
L’incertezza creata dal virus complica la costruzione delle squadre. «Preoccupa l’infortunio di Rozzio: starà fermo alcune settimane»
REGGIO EMILIA. Questa è l’estate più complicata per preparare la nuova stagione e se una squadra è neopromossa diventa certamente tutto ancora più difficile. Il ds Doriano Tosi è al lavoro da settimane per allestire la miglior Reggiana possibile in vista del campionato che si appresta ad iniziare. «Credevo che la B fosse quasi un paradiso – dice il direttore sportivo granata – invece è solo triplicato il costo del lavoro, a fronte di ricavi che non sono alla stessa altezza considerando anche i mancati incassi dei botteghini e la riduzione della pubblicità».
Direttore, poche settimane e prenderà il via il campionato.
«Mi aspetto una stagione molto difficile, dove si giocherà praticamente sempre senza mai fermarsi e con molte società che si muovono ancora nell’incertezza per tutto quello che abbiamo dovuto superare nei mesi scorsi».
Sembra esserci una netta differenza tra tre o quattro società e tutte le altre, non trova?
«Ci sono dei club che hanno delle disponibilità importanti e possono muoversi come vogliono, mentre tutte le altre rimarranno un cantiere aperto per molto tempo e questo complica moltissimo il lavoro di preparazione».
Una situazione diversa rispetto alla passata stagione?
«L’anno scorso abbiamo fatto il ritiro estivo con la squadra che era stata praticamente fatta tutta, mentre quest’anno siamo saliti a Carpineti con una rosa molto diversa rispetto a quella che inizierà poi il campionato. È una situazione difficile soprattutto per gli allenatori perché non possono lavorare fin da subito con la rosa al completo».
È difficile anche muoversi sul mercato?
«È tutto molto più complicato, perché ci sono dei costi altissimi per le società a fronte dei ricavi che si sono molto ridotti e credo che molti club nei prossimi mesi si ritroveranno con tante difficoltà».
Le richieste dei giocatori invece sono rimaste le stesse nonostante le tante difficoltà delle società?
«Non è sempre colpa dei calciatori, ci sono elementi che hanno dei contratti con squadre di Serie A e se scendono di categoria perché non giocano nella massima serie, pretendono di prendere gli stessi soldi. La Serie B però è molto diversa dalla Serie A e credo che dopo tutte le difficoltà che le società hanno dovuto affrontare in questi mesi sia tutto il mondo del calcio che deve cambiare, se no tra un po’ sarà difficile fare calcio».
Come si sta definendo la situazione per l’arrivo di Simone Mazzocchi?
«Devono risolvere delle questioni burocratiche Atalanta e Sudtirol. Noi stiamo solo aspettando che ci inviino tutti i documenti per ufficializzarlo».
E il ritorno di Kargbo?
«È una pista impossibile per noi. Il Crotone ha delle esigenze e lo vuole cedere al miglior offerente. Chiedono delle cifre che per noi sono irraggiungibili sia per quello che riguarda il prestito sia per l’eventuale riscatto. Sono cifre elevatissime che noi non possiamo affrontare».
È preoccupato dagli infortuni?
«Abbiamo dovuto affrontare lo stop di Varone e il problema al ginocchio di Pezzella, di cui però eravamo a conoscenza. Confido però che entrambi siano a disposizione per la fine del mese di settembre. Quello che ci preoccupa maggiormente è lo stiramento di Rozzio che lo costringerà a stare fermo diverse settimane e in difesa non abbiamo una grande abbondanza di giocatori». —
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