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Elegar rassicura la Unahotels: «Sarò presto al top»

Adriano Arati
Elegar rassicura la Unahotels: «Sarò presto al top»

Il trentatreenne: «Rispetto a Milano ora so quanto valgo. Diouf e Cham? Non vedo l’ora di allenarmi con loro»

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Adriano Arati / REGGIO EMILIA

Il centro tanto inseguito, raggiunto giocando con la pazienza. Dopo aver esordito positivamente con la Fortitudo, il pivot titolare della Unahotels Frank Elegar si presenta ufficialmente. L’incontro con l’atleta e la dirigenza è andato in scena a Scandiano, nella sede dell’azienda di Graziano Sassi, uno dei nuovi soci biancorossi.

«Frank - ha detto il dg biancorosso Filippo Barozzi - è un elemento esperto, professionale, chi lo conosce ci ha dato pareri molto positivi su di lui. È un elemento abituato a giocare ad alto livello, è stato nostro rivale nella semifinale di Eurocup con il Lokomotiv Kuban. C’è soddisfazione, abbiamo avuto pazienza, a giugno non saremmo mai riusciti a raggiungere un atleta come lui, con la pazienza ce l’abbiamo fatta». Toni non dissimili da quelli del 33enne centro statunitense con passaporto delle Isole Vergini, luogo di nascita della madre.

«È stata una decisione facile, in Italia si sta bene, si mangia bene, conosco la storia e la solidità di Reggio, l’anno scorso ho giocato con Gal Mekel e mi ha parlato dell’organizzazione del club. Ora la cosa più importante è trovare la forma e migliorare la chimica con i miei compagni. Pian piano sarò il giocatore che avete visto quando ero a Kuban», racconta Elegar. Una spinta ad accettare l’offerta biancorossa è arrivata dall’ingaggio di Bostic. Abbiamo giocato contro in tante occasioni, ci conosciamo bene anche fuori dal campo, sapere che ci sarebbe stato anche lui mi ha aiutato nella scelta, so che giocatore è, che cosa può dare alla squadra, quanto tiene a vincere».

Rispetto alla prima esperienza italiana a Milano, vedremo un giocatore più pronto. «La differenza è la fiducia in cosa sono e in cosa so fare. A Milano sono arrivato venendo da un piccolo club dell’Estonia, ora ho molta più consapevolezza di quelle che sono le mie qualità», spiega.

Una consapevolezza che servirà anche per aiutare i vari Diouf e Cham: «Anche a Malaga ho lavorato con i giovani, mi piace, e ho visto grandi miglioramenti. Anche qui abbiamo ragazzi con potenzialità notevoli, possono diventare giocatori interessanti». Per quanto riguarda il proprio ruolo, la fiducia in Martino è alta. «Ho parlato con il coach per capire cosa vuole da me, ho visto la squadra in allenamento e in partita, il coach cerca di fare in modo che i giocatori possano esprimersi al massimo del potenziale, e io cercherò di far vedere il meglio di me», assicura. Da newyorkese, l’ultimo pensiero è per il 19esimo anniversario dall’attentato alle Torri Gemelle. «Fu una giornata assurda, ero a scuola, durante l’ora di religione, quando l’insegnante ci disse dell’attacco al World Trade Center. Tutti impazzirono, cercavano di chiamare i parenti, alcuni dei miei compagni hanno perso dei famigliari, quel giorno». —

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