Talento, ambizione e qualità per una delle big designate
reggio emilia
Un cammino solido ma ancora non perfetto, per una squadra di grande qualità ma non semplice da amalgamare, è quello che ha condotto la Virtus Bologna a giocarsi con Reggio all’ultima giornata la qualificazione alle Final Four, obiettivo minimo per l’ambiziosissima Segafredo.
Le partite “fatali” sono state l’andata con la Unahotels, vinta al supplementare con uno scarto ridotto che lascia margine ai biancorossi, e il derby di ritorno con la Fortitudo, perso nel finale dopo aver concesso la rimonta ai cugini.
La Virtus aveva iniziato con un netto successo esterno a Cremona, seguito da quello casalingo con Reggio solo dopo 45’, un 79 a 75 sofferto contro la tenace Unahotels trainata da Candi e Kyzlink. Nell’occasione “sua maestà” Teodosic era rimasto a guardare, per un lieve affaticamento. Al terzo turno, i bianconeri avevano sorpassato senza grandi sofferenze la Fortitudo, e la tripletta di vittorie faceva pensare a una qualificazione già in saccoccia. Il derby di ritorno deciso da Happ nonostante il solito imperiale Teodosic ha guastato i piani e la rullata interna inflitta a Cremona non è stata sufficiente a chiudere il conto, grazie al rendimento della Unahotels, che ora guarda a quei 4 punti di differenza canestri con giusta ambizione. Sinora il coach Djordjevic ha evitato di spremere i suoi, sfruttando le lunghe rotazioni per testare tutti, soprattutto nelle tre partite portate a casa in scioltezza. Quando sono emerse difficoltà, il tecnico slavo è andato sull’usato sicuro, con Reggio ha cavalcato Weems e i centri Hunter e Gamble, immarcabili all’andata per una Unahotels ancora priva dei propri lunghi stranieri. —
A.A.
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