«Motivato a mille per la grande chance di giocare con i colori della Unahotels»
Il lungo Justin Johnson ha sposato il progetto reggiano «Qui ci sono tutti i presupposti per poter far bene»
reggio emilia
Scelse di dedicarsi completamente al basket dopo che un infortunio gli aveva reso difficoltoso proseguire con il football americano sport in cui era un ottimo prospetto. Una scelta di cui Justin Johnson - 24enne ala grande di Hazard, Kentucky - non s’è mai pentito.
Energia e fisicità tipici di un american footballer di sicuro li ha mantenuti e proprio per queste sue caratteristiche il coach Martino l’ha voluto nella Unahotels.
«È un giocatore di energia e talento che sicuramente saprà farsi valere e diventare una pedina importante della squadra - ha sottolineato Andrea Baroni, socio del club biancorosso, nel presentarlo ieri nella cornice di Ruote da Sogno -. Speriamo che Reggio possa essere una vetrina importante per la sua carriera, anche per quanto riguarda la parte europea. Ha tante caratteristiche che rappresentano al meglio la nostra società: entusiasmo, energia, carica, capacità di galvanizzare il pubblico. Siamo molto soddisfatti della squadra che Justin va a chiudere. Abbiamo cercato di dare al nostro staff il miglior roster possibile. Speriamo di toglierci tante soddisfazioni insieme».
«Ha le caratteristiche che cercavamo: gioventù, atletismo e fisicità, ma anche punti nelle mani. Alle capacità offensive dovrà affinare quelle difensive. In difesa ha le potenzialità per diventare un giocatore di alto livello - ha rivelato il dg Filippo Barozzi -. Justin sa benissimo di dover lavorare sull’aspetto difensivo, perché se abbinerà il suo talento offensivo a un miglioramento difensivo potrà crescere tanto. Ha già due anni d’esperienza in Italia e siamo convinti che questa nuova esperienza in Pallacanestro Reggiana potrà essergli molto utile».
«Sono orgoglioso di giocare per la Pallacanestro Reggiana, ho fortemente voluto farne parte», premette il lungo che ha debuttato domenica con 5 punti e 2 rimbalzi nei quasi 11’ giocati nel derby di Supercoppa con la Virtus.
«Amo l’Italia e ho sempre avuto buoni feedback sin dai primi colloqui con il club che sono durati qualche settimana. Nel frattempo la squadrasi stava componendo e avevo ancora più desiderio di entrare in questa organizzazione. In più avevo il sentore di quello che mi aspettava dal punto di vista tecnico. Nelle ultime due stagioni ho infatti incontrato da avversario il coach Martino. L’anno scorso con Pistoia l’ho affrontato in serie A, mentre la stagione precedente, quando giocavo a Cagliari, l’ho affrontato in A2. L’anno in cui ero rookie, l’avevo incontrato a una cena e avevo avuto modo di scambiare due chiacchiere e mi fece una bellissima impressione. Sono quindi molto contento che ci siano tutti i presupposti per fare bene e la mia motivazione è molto alta».
Il suo modello è il padre e il numero 23 che ha scelto di vestire in biancorosso non è un omaggio a Michael Jordan o Lebron James.
«È la mia data di nascita: sono nato il 23 maggio ed è sempre stata una consuetudine di famiglia. Mio fratello maggiore è nato il 25 agosto è l’ho sempre visto con il 25. È mio padre Tommy, il mio modello», ha chiarito Johnson che presto sarà raggiunto in città dalla moglie e dalla figlia. —
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