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L’orgoglio reggiano di Manuel Puccetti «Morbidelli, talento sbocciato da noi»

aldo spadoni
L’orgoglio reggiano di Manuel Puccetti «Morbidelli, talento sbocciato da noi»

Motociclismo: dopo il successo nella Moto Gp al Gran Premio di San Marino-Riviera di Rimini

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l’intervista

aldo spadoni

Il Gran Premio di San Marino-Riviera di Rimini della MotoGp ha visto la prima vittoria in carriera di Franco Morbidelli, pilota che per tutti è cresciuto nel VR46 Academy di Valentino Rossi.

Peccato che in questo caso, la memoria si dimostri decisamente corta per parecchi degli addetti ai lavori: il pilota romagnolo è nato motoristicamente nella "cantera" reggiana diretta da Manuel Puccetti. All’indomani di questo successo, il direttore del team reggiano che oggi porta il suo nome, si dice entusiasta per la vittoria del suo ex allievo. «Entusiasta sì, ma non sorpreso - spiega Puccetti - vista la classe che ha sempre dimostrato per i successi ottenuti nelle ultime stagioni di questo talento».

Puccetti, ricorda quando arrivò nel suo team Franco Morbidelli?

«Franco ha gareggiato con noi nel 2013 nel Campionato Europeo Stock 600, quando ci occupavamo del Team Italia, fortemente voluto dalla Federazione per far crescere giovani piloti; quella fu un'annata straordinaria: Morbidelli vinse il titolo continentale e Alessandro Nocco il nostro altro allievo arrivò secondo».

Quella di scovare e far crescere talenti è da sempre uno dei vostri obiettivi...

«È così. In quegli anni penso abbiamo fatto un grande lavoro come team, cercando di insegnare i tanti segreti delle gare motociclistiche a questi giovani piloti».

Qual è oggi il suo rapporto con Morbidelli?

«Con Morbidelli c'è un rapporto speciale, anche in questi anni è sempre il primo a mandarci i complimenti per le vittorie ed i podi che otteniamo in Sbk e Supersport. Ogni tanto ci vediamo alla MotoGp a Misano, quando lo vado a trovare il venerdì che è la giornata delle prove libere, ma sono abbastanza discreto e non invasivo, in quanto che per un pilota la gara di casa è sempre la più sentita ed i piloti devono sempre restare concentrati».

Par di capire, da come lei stesso ne parla, che con Morbidelli vi era un rapporto che andava al di là degli aspetti sportivi...

«È così, in effetti. E ai tempi in cui correva per noi il rapporto era fortissimo con tutte le componenti del team e con il resto della sua famiglia. Franco è un bravissimo ragazzo, un talento puro, che l'anno che gareggiò per me purtroppo perse anche il padre; io e il team lo abbiamo sempre considerato un fratello minore, sentivamo fortissimo nei suoi confronti un istinto di protezione».

Chissà quanti ricordi sono riaffiorati in questi giorni...

«Mi ricordo quando vinse con noi l'Europeo, la mamma organizzò per tutti nella loro casa vicino a Tavullia un pranzo per tutti; Franco nonostante le vittorie è comunque rimasto quel ragazzo semplice e modesto che ho conosciuto da giovanissimo e penso sia il futuro della MotoGp, dopo Valentino Rossi». —

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