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«La Unahotels è un gruppo fantastico che mi aiuta a crescere ogni giorno di più»

linda pigozzi

L’ala 19enne Momo Diouf è alla prima stagione sotto i riflettori «Per me è solo un inizio, essere in vetrina è uno stimolo in più» 

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il protagonista

linda pigozzi

«Per me questo è solo un inizio, non sono ancora arrivato da nessuna parte».

Nonostante il positivo impatto con l’alto livello, in una Supercoppa giocata da protagonista anche a causa delle assenze dei lunghi titolari americani, l’ala Momo Diouf non intende distogliere l’attenzione dall’unico obiettivo: migliorare.

“Scoperto” da Andrea Menozzi mentre giocava con la maglia del Sant’Ilario, il 19enne senegalese di nascita ha già suscitato un certo interesse. La Pallacanestro Reggiana non intende però privarsene, l’ha legato a se con un contratto che scadrà nel giugno 2023 e, così come con l’altro baby di talento Ibra Cham, ne ha fatto uno degli elementi su cui puntare subito.

«La Supercoppa - premette - ha rappresentato la mia prima esperienza a livello di serie A giocando così tanti minuti. Già quest’estate sentivo che lo staff aveva fiducia in me, che l’ad Dalla Salda aveva fiducia in me, che tutti avevano fiducia in me e io volevo ringraziarli giocando bene. Un po’ d’ansia all’inizio l’ho avuta, poi mi sono abituato. Per me questo è solo un inizio, non sono ancora arrivato da nessuna parte».

Cosa le aveva chiesto il tecnico Antimo Martino prima dell’inizio della Supercoppa?

«All’inizio, visto che non avevamo abbastanza lunghi, mi ha chiesto il sacrificio di giocare anche in un ruolo che non fosse il mio. Io mi sentivo pronto a farlo. Ringrazio il coach perché, anche se ho commesso errori, ha sempre avuto fiducia in me. È stato importante».

Cosa ha imparato da questa esperienza?

«Ho capito qual è il livello di gioco in serie A. Ho imparato tantissimo anche solo guardando dalla panchina chi era in campo».

Arrivando dal settore giovanile ha accusato il colpo?

«Ci sono voluti due anni, di fatto, prima che io potessi giocare così tanti minuti. È stato un processo lungo. Nel settore giovanile a livello fisico ero avvantaggiato, ora mi devo confrontare con giocatori molto più esperta di me e molto più fisica di me e mi devo adattare».

Avrebbe voluto fare meglio?

«Non bisogna mai accontentarsi e voglio continuare a crescere. In campo, in ogni modo, mi sono sentito utile. Credo di essere servito alla squadra. Riguardando le partite mi sono reso e parlando con gli allenatori mi sono reso conto su cosa devo migliorare. Ho degli obiettivi».

Quali?

«Dare sempre il meglio per cercare di avere sempre più spazio, difendendo e mettendo tanta energia in campo e naturalmente facendo tutto quello che gli allenatori mi chiedono. Voglio migliorare anche per poter aiutare sempre più la mia squadra».

La Unahotels ha già impressionato positivamente. Qual è il vostro segreto?

«Siamo un gruppo fantastico in cui i più esperti aiutano i giovani. Tutti i giorni posso imparare tante cose da Frank Elegar, Justin Johnson e Filippo Baldi Rossi. Ci troviamo benissimo fra di noi».

A livello tecnico su cosa vuole migliorarsi durante la stagione?

«Voglio migliorare la mia visione di gioco, il tiro e potenziare la mano debole, oltre a tanti altri particolari. Soprattutto però voglio lavorare per migliorare la concentrazione».

Per lei questa stagione segnerà anche il debutto in Europa.

«Non vedo l’ora. Sarà una bellissima esperienza viaggiare per tutta l’Europa e affrontare avversari forti. Sarà anche un’opportunità per farsi vedere».

Essere in vetrina non le mette pressione?

«È un grande stimolo per me. Per me ora c’è solo il basket, è il mio unico obiettivo. Non do molto peso alle cose esterne. Ho finito la scuola, mi sono diplomato tecnico informatico in estate e adesso dedico tutto alla pallacanestro». —



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