La Unahotels ha già nel mirino la schiacciassassi Milano
Battendo Venezia, lo squadrone di Ettore Messina è in finale di Supercoppa I biancorossi al lavoro a testa bassa per preparare la gara d’esordio in campionato
reggio emilia
Stellare, inaffrontabile, troppo profonda per gli altri. Nell’ultimo decennio sono definizioni spese quasi annualmente per l’Olimpia Milano, almeno nei pronostici di inizio anno poi spesso smentiti da risultati non all’altezza delle aspettative, né in Italia né tanto meno in Eurolega. La versione 2020-21 dell’AX Armani, prima avversaria dell’Unahotels in campionato, appare però davvero pronta a confermare le aspettative.
Ettore Messina, nella doppia veste di coach e presidente, ha assemblato una rosa lunghissima, piena di qualità, esperienza e di atletismo, forse il vero problema nella passata stagione.
Pur con tutto il rispetto per Virtus, Venezia e Sassari, Milano appare davvero di un altro pianeta, anche le ambizioni europee sono alte e i risultati della pre-stagione hanno confermato le impressioni, con una lunga serie di vittorie ruotando sempre protagonisti.
La lista dei rinforzi fa paura. A partire da Kyle Hines, rivale di Reggio in A2 a inizio carriera a Veroli e da un lustro abbondante il miglior centro difensivo d’Eurolega, strappato al Cska. Per proseguire con Gigi Datome, ancora più prezioso perché italiano, e con Malcolm Delaney, guardia Usa di doti offensive superiori. È arrivato poi Davide Moretti, reduce da tre grandi annate Ncaa a Texas Tech, pronto a portare energia e stazza, così come Zach LeDay, brillante l’anno passato a Kaunas. Chiudono la lista della spesa altri due titolari in Eurolega della passata stagione, l’ex Vitoria Shevon Shields e il talentuoso ex Olympiacos Kevin Punter, trascinatore della Virtus Bologna due anni fa nella vittoria nella Fiba Champions League.
E la base già non scherzava, con la classe infinita del Chacho Rodriguez e di Micov, ora affiancati da altre stelle pronte a portare il carico, l’esperto tiratore Roll, la forza e l’agilità del potentissimo centro Tarczewski e uno zoccolo duro italiano affidabile, con Brooks, Biligha, l’affidabile Moraschini e il capitano Andrea Cinciarini. Quindici giocatori pronti all’uso, e convocati a Milano già a fine luglio per avviare la preparazione al completo il prima possibile. Una scelta che ha pagato, vista la coesione e la condizione già più che discrete viste fra agosto e settembre. Ora si parte, con inevitabili rotazioni degli stranieri: in campionato ne potranno essere schierati 6 sui 9 disponibili (tutti i posti sono già stati usati), Messina di volta in volta valuterà chi tenere a riposo, concedendo maggior spazio agli italiani che in Eurolega potrebbero aver meno spazio. L’asticella di partenza è così alta, però, che anche senza Rodriguez, Hines o Punter le rivali avranno parecchi grattacapi di cui occuparsi.
Rispetto al recente passato, la differenza non è la qualità assoluta. Anche le precedenti edizioni avevano attaccanti di primissimo livello e veterani capaci di letture e giocate decisive, in alcuni momenti è mancata la tenuta atletica e difensiva. In questo senso l’impressionante impatto di Hines, capace di decidere finali di Eurolega senza tirare, si sentirà, alternato al colosso Tarczewski. E pure quello di LeDay e Shields, dinamici e verticali, e del debuttante Moretti, playmaker alto e massiccio diventato nella Ncaa uno specialista nel mettere pressione sui portatori di palla avversari. Delaney e Punter non sono fisicati né tantomeno dei mastini, ma sanno fare canestro in ogni modo, mentre Datome ha taglia ed esperienza per cavarsela sempre in difesa in più ruoli. E davanti è ancora più che produttivo. La tessitura spetterà ancora ai due venerabili maestri Rodriguez e Micov, tecnica e intelligenze di un altro pianeta, che teoricamente non dovranno sempre tirare la carretta in attacco ma potranno passare spesso la fiaccola. Con tanti attaccanti così affidabili, pure Roll – tiratore purissimo – e Moraschini dovrebbero guadagnare spazi e opportunità. Brooks, pur mai esploso, rimane un lusso per tecnica e fisico e i due lottatori Biligha e Cinciarini, soprattutto con spazi ristretti, possono sempre mettere intensità.
Ha davvero tutto, questa Milano, e può permettersi di variare stile di gioco e approccio in base ai convocati e ai rivali. Di certo, presidierà con forza l’area, visto il pacchetto di lunghi, e si permetterà di controllare i ritmi. Consapevole che, se per caso si volesse accelerare, il tridente Rodriguez-Delaney-Punter può andare alla pari con chiunque, specie con rimorchi massici e veloci chiamati Hines, Datome, Tarczewski e Le Day. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
