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Il club non rinuncia alla campagna abbonamenti

Adriano Arati

La Pallacanestro Reggiana attende l’ordinanza della Regione sulla capienza ma è decisa a non seguire l’esempio di Trieste

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reggio emilia

Dilemmi indecifrabili. Sono quelli con cui devono convivere i dirigenti di tutte le squadre del basket di vertice italiano, alle prese con la possibile organizzazione o meno della classica campagna abbonamenti. Escluse alcune società di primissima fascia, appoggiate a proprietà facoltose, per buona parte di serie A e A2 gli incassi degli ingressi al palasport rappresentano una delle principali voci di entrata.

Non a caso, realtà con uno zoccolo duro molto solido erano solite anticipare le campagne abbonamenti già a inizio estate, così da poter calibrare meglio il budget complessivo.

Nel 2020 dell’emergenza sanitaria, la questione è complicatissima. Solo alcune Regioni, fra cui l’Emilia-Romagna, hanno concesso deroghe rispetto alle restrizioni nazionali, e ulteriori allargamenti potrebbero arrivare a breve. Si parla comunque di numeri ben al di sotto delle normali capienze, a cui unire un aumento dei costi fissi di logistica e la perdita dei ricavi dei bar. E non è certo possibile compensare raddoppiando i prezzi, anche se un salto verso l’alto qui e là si è visto.

Il panorama per i prossimi mesi è quantomeno incerto, e molti club sono ancora indecisi sul da farsi.

La Pallacanestro Reggiana al momento appare intenzionata a proporre la propria campagna, già di suo peculiare visto che il campo di casa è a quasi 80 km dalla città. La capienza e la strutturazione dell’Unipol Arena permetterebbero però di accogliere circa duemila persone in sicurezza, con le norme attuali, cifre che al pala Bigi non sarebbero possibili. Rimane il nodo distanza, il club ha studiato trasporti ad hoc a prezzi scontati, come dichiarato alla Gazzetta di Reggio la scorsa settimana dalla presidente Veronica Bartoli.

Rimane l’incognita, anche in ottica abbonamenti, per la Fiba Europe Cup, da disputare a Reggio. La competizione è slittata a gennaio cambiando pure formula, anche lì è difficile fare previsioni. Nel caso, non sarebbe comunque impossibile effettuare integrazioni in corsa a favore dei titolari di tessere annuali.

E le altre? Nei giorni scorsi il reggiano Mario Ghiacci, presidente di Trieste, ha confermato che l’Allianz non farà abbonamenti. Di fronte alle troppe complessità, la società triestina preferisce rinunciare.

Varese, da sempre depositaria di un pubblico fedelissimo, in un primo momento appariva intenzionata a non fare la campagna. Ora è tornata sui suoi passi, e proverà a promuovere abbonati ai più determinati.

La Fortitudo Bologna a inizio anno ha chiesto agli abbonati di sottoscrivere comunque una tessera di sostegno, e ora è fra le più combattive nel chiedere maggiori aperture per i palazzetti. Con una capienza al 50%, l’Aquila potrebbe portare circa 4mila tifosi all’Unipol Arena, rimpolpando la cassa. A Treviso, il dg Giovanni Favaro ha invece sottolineato che il club con un anno a porte chiuse, potrebbe avere forti difficoltà.

A proposito di club: sabato sera l’ad biancorosso Dalla Salda e il dg Filippo Barozzi hanno partecipato a nome della società al Gala Dinner LBA 50, tenutosi al Pala Dozza per il 50esimo compleanno della Legabasket. —





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