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«Irrazionale aprire solo in serie A» ma il ministro Spadafora rassicura

Lega serie B e Figc criticano la disparità di trattamento L’esponente di governo «Presto daremo una linea anche per altre categorie»

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REGGIO EMILIA.

«Non si comprende la ragione delle motivazioni secondo le quali il governo ha dato il via libera all’apertura parziale degli stadi solo in serie A». Così la Lega B, in una nota, dichiara di ritenere la decisione «irrazionale». «Questo considerando che i protocolli di sicurezza sono i medesimi per tutti campionati professionistici e che la B ha un valore sociale ed economico fondamentale - prosegue la nota della Lega del presidente Mauro Balata -. I club risulterebbero gravemente penalizzati dal punto di vista economico e della passione dei tifosi, aspetto fondamentale anche per la regolarità del campionato. L’auspicio è che ci possa essere al più presto da parte del governo una decisione uniforme per la serie B e tutti i campionati professionistici con una ratio che preveda in piena sicurezza l’apertura ad una percentuale di tifosi come avvenuti in vari sistemi europei».

Perplessità sono state espresse anche dal presidente della Figc Gabriele Gravina. «L’apertura degli stadi al pubblico è una bella notizia - commenta il presidente Gravina -, ma il fatto che il via libera sia arrivato solo per la Serie A, e non per gli altri campionati professionistici, mi lascia perplesso. L’applicazione dei protocolli di sicurezza sono i medesimi in tutte e tre le serie professionistiche, così come lo devono essere le regole per il distanziamento, quindi anche su questo tema ci deve essere lo stesso trattamento. Nei mesi difficili del Covid, il calcio tutto ha dimostrato grande responsabilità. Sono convinto che verrà preso il medesimo provvedimento prima dell’avvio ufficiale dell’attività della B e della C, previsto per il prossimo fine settimana». Anche Adriano Galliani, ad del Monza, non le ha mandate a dire. «Assurdo riaprire solo alla A e non anche alle altre società di serie inferiori che hanno stadi adeguati. È una discriminazione grave: pensate al Bentegodi dove possono andare i tifosi del Verona e non quelli del Chievo», ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport.

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha provato a smorzare un po’ le polemiche. «L’apertura a mille spettatori - ha detto l’esponente di Governo in un’intervista al Corsera - per eventi singoli era già prevista dall’equiparazione dello sport agli eventi culturali. Non era prevista per le partite di campionato, considerando anche che mille è un numero simbolico, ma a fronte della decisione di alcune Regioni abbiamo con i colleghi Speranza e Boccia avanzato l’idea di aprire su tutta Italia, per equità sportiva e come sperimentazione in vista del prossimo decreto della presidenza del Consiglio. Nei prossimi giorni daremo una linea anche per serie B e Lega Pro». —

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