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Playoff possibili: Unahotels alza l’asticella

Linda Pigozzi
Playoff possibili: Unahotels alza l’asticella

La concorrenza è tanta e agguerrita, ma il team da combattimento di Antimo Martino ha buoni margini di crescita  

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reggio emilia

Fa realmente testo quanto visto in Supercoppa o da sabato sera, quando la serie A si rimetterà finalmente in moto dopo mesi e mesi di stop, si andranno via via a definire equilibri diversi?

Qual è il reale valore della Unahotels? A cosa può legittimamente aspirare la truppa di Antimo Martino?

I quesiti troveranno risposte nelle prossime settimane, ma dipingere una prospettiva basandosi su quanto sin qui emerso sul campo, non è un azzardo. Ciò che è balzato immediatamente all’occhio è come il team biancorosso, inedito per la quasi totalità a partire dalla guida tecnica, sia una squadra di combattenti. Non era scontato, visto il tasso di gioventù presente, viste le tante novità in organico, visti pure i differenti pedigree di chi compone il gruppo.

La capacità di reazione, la costante volontà di rialzare la testa, unita al coraggio di guardare dritti negli occhi avversari anche di primissima fascia ne hanno già fatto il marchio di fabbrica di un gruppo che dall’esterno sembra già avere un suo spessore umano, oltre che una tangibile compattezza, tutto ciò con infinita gioia dei tifosi reggiani che ormai da tempo non avevano ormai più avuto la soddisfazione di applaudire un team da combattimento.

La quadra tecnica, a dirla tutta, Reggio è ancora abbastanza lontana dall’averla raggiunta, malgrado i buoni spunti arrivati non solo da veterani ed emergenti, ma anche dai talenti della cantera Diouf e Cham.

La squadra nelle sei partite della Supercoppa non ha mai giocato al completo. Anche nel momento in cui Martino ha potuto inserire Justin Johnson, non è riuscito a far giocare l’infortunato Josh Bostic che solo ora sta vedendo la fine del tunnel.

Anche se è sembrata nettamente fra le più “in palla” viste in campo nella manifestazione di Lega vinta dall’Olimpia, la Unahotels deve ancora affinare giochi, identità tecnica ed efficienza sui due lati del campo - a inizio autunno è scontato sia così - perché i ruggiti da soli non possono bastare.

Consuetudine vuole che in casa Pallacanestro Reggiana sia d’obbligo nei giorni che precedono il via, parlare esclusivamente di obiettivo salvezza. Ma un squadra così, composta da giovani da sgrezzare, emergenti da far esplodere e veterani da ritrovare, pur non lunga, strutturata o zeppa di talento come le big, deve ragionare a un livello superiore per poter intraprendere un reale percorso di crescita.

L’ottavo posto con il conseguente ingresso alla Final Eight di Coppa Italia prima e ai playoff poi, deve essere messo nel mirino, nonostante concorrenti che sulla carta possono dar l’impressione di aver di più e di meglio nel roster.

Dietro alla coppia di regine Milano e Virtus e a quella di ambiziose aspiranti al trono Venezia e Sassari, c’è un gruppetto che scalpita. Lì si trovano Fortitudo, Brescia e anche Brindisi e lì sembrano determinate a inserirsi pure Trieste o Varese. E lì deve lottare per entrare Reggio, facendo leva sulla sue doti più evidenti - forza di volontà e carattere da combattente - per crescere e regalare alla città e ai suoi tifosi emozioni da troppo tempo dimenticate. —



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