«Una prima squadra forte per avvicinare i più piccoli»
La scelta del patron Grassi di puntare sul settore giovanile
L’intervista
«Il nostro progetto punta forte sui ragazzi e fortunatamente possiamo vantare un settore giovanile di indubbio valore: per dare l’esempio e per avvicinare alla palla ovale sempre più persone abbiamo però bisogno di una prima squadra competitiva, che rappresenta un po’ la punta dell’iceberg e deve essere ben luccicante; durante l’anno alcuni nostri giocatori a turno andranno agli allenamenti delle formazioni Under, per insegnare loro l’etica del lavoro e farli entusiasmare. La priorità rimane far divertire le nuove leve, se poi lo fanno anche gli adulti tanto meglio...». In un mondo, quello dello sport, in cui moltissime società tralasciano la cura del settore giovanile, ritenuto poco remunerativo, Enrico Grassi e il suo Valorugby si dimostrano ancora una volta lungimiranti. Inoltre la prima squadra messa a disposizione di coach Manghi è di quelle importanti, e quello che anni fa sembrava un sogno è ora diventato un obiettivo.
«I campionati si vincono non perdendo punti con le meno forti - ha affermato Manghi- e sconfiggendo poi le formazioni ritenute più di valore negli scontri diretti. Noi non abbiamo la tradizione rugbistica che possono avere Calvisano, Petrarca o Rovigo, ma Reggio Emilia deve prendere consapevolezza che è possibile giocarsela alla pari contro queste realtà. Il progetto che abbiamo messo in piedi dimostra infatti che non facciamo le cose tanto per farle, ma che dietro c’è un’idea di valorizzare un territorio ed i nostri ragazzi».
Ritorna frequentemente, nelle parole del proprietario di Bema e E80, il tema dei giovani; è però anche per questo motivo che Enrico Grassi ha deciso, ormai qualche anno fa, di cominciare questa entusiasmante avventura.
«Sono entrato nel rugby perché mi interessavano molto i valori che esprimeva soprattutto nella valorizzazione delle nuove forze a disposizione, che poi lo stesso procedimento che utilizzo nelle mie aziende. Definirei la palla ovale uno sport di fatica ma allo stesso tempo molto intelligente: ritengo infatti che un bambino iscritto ad una scuola di rugby possa un domani essere più agevolato nella ricerca di lavoro- ha quindi concluso il patron del club rossonero - perché in lui si rivedono certe caratteristiche umane non indifferenti». —
n.v.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
