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Regia d’assalto aggressiva e mai doma

Jacopo Della Porta
Regia d’assalto aggressiva e mai doma

Alvini si gode la bella prestazione del gruppo con il Pisa Menzione speciale per il «mostruoso Radrezza»

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Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA

La Reggiana ha seguito alla perfezione lo spartito che il suo direttore d’orchestra ha scelto. L’ottima prestazione con il Pisa nell’esordio in serie B non può considerarsi una vera e propria sorpresa. Certo, si sapeva che sarebbe stata dura perché i granata non sono tra i favoriti della categoria. Ma è anche noto che Max Alvini ha le idee molto chiare su come far giocare la sua squadra e il ds Doriano Tosi ha lavorato sul mercato per portargli pedine funzionali alla sua filosofia (nel rispetto del budget a disposizione).

In un campionato incerto, dove gli addetti ai lavori sottolineano che ci si aspetta molto equilibrio fino alla fine, eccezion fatta per un pugno di corazzate, a fare la differenza non saranno tanto o solo le “figurine” ma l’organizzazione di gioco.

Domenica al triplice fischio finale Alvini era in trance agonistica, come dopo ogni partita. «Abbiamo fatto una prestazione importante - ha detto il tecnico -. Va vista in relazione a tutto quello che è successo. Per me è tanta roba, sono davvero contento».

Nei 90 minuti con il Pisa si è visto il Dna della Reggiana della scorsa stagione. Avvio aggressivo, capacità di recuperare lo svantaggio, voglia di imporre il proprio gioco, forza del collettivo.

La prova corale non deve fare dimenticare gli acuti dei singoli. Mazzocchi è una punta completa, gioca per la squadra, vede la porta, non ha timore a fare a sportellate con i difensori e ha buona tecnica. «E pensare che ci avete messo in croce perché è andato via...», ha detto Alvini senza concludere la frase. Il riferimento è a Stefano Scappini, mentre il “voi” è un riferimento non alla stampa ma ai commenti sui social. Perché l’ambiente granata, pur convinto delle proprie idee, è tutt’altro che impermeabile rispetto agli umori della piazza.

L’esordio col Pisa ha mostrato che in B l’impatto fisico è ben diverso dalla serie C. Muratore da questo punto di vista sarà fondamentale, con la sua stazza ma anche la qualità che nel corso della partita è piano piano emersa. Il centrocampista non sembra destinato a stare in panchina, anche con la rosa al completo. Si giocherà le sue carte insieme a Rossi, che era squalificato, e a Varone, pronto a rientrare dopo un infortunio.

Ci si chiedeva come avrebbe giocato l’ex Crema, che due anni fa era in D, e la risposta del centrocampista è stata più che positiva. «I primi 5 minuti Igor faceva fatica a reggere l’ impatto forte, poi è venuto fuori e ha fatto una partita mostruosa». Radrezza non ha impiegato molto a entrare in partita, dopo aver dato l’impressione di vacillare sotto i colpi di avversari più massicci. Giocando di prima, sfoderando la sua tecnica, può reggere questi palcoscenici. Il lancio “alla Pirlo” in occasione del vantaggio di Mazzocchi ne è la prova.

Contro i toscani sono arrivate risposte importanti dai gregari, a partire da Kirwan che ha salvato il risultato con una provvidenziale chiusura in difesa. Espeche ha giocato a livelli mai visti nella scorsa stagione, dimostrando di essere a suo agio quando il gioco si fa duro. E in prospettiva questa è una bellissima notizia per il reparto arretrato. Del riscatto di Martinelli, uno dei più bersagliati dalle critiche, si è detto ieri.

Con il ritorno degli infortunati e l’arrivo di Kargbo la squadra granata darà filo da torcere a chiunque.

Alvini però non sarebbe il perfezionista che è se non trovasse anche dei difetti. «Dopo il gol ci siamo sfilacciati - ha commentato domenica - abbiamo lavorato male in difesa, non scalavamo bene. Il secondo gol è stata una ingenuità nostra che non va commessa. Dovremo lavorare tanto per migliore».

Domani si torna subito in campo nella sfida di Coppa Italia con il Monopoli (fischio d’inizio alle 18) e ci sarà quel po’ di turnover che la rosa consente in questo momento. Alvini ha annunciato che giocherà Cambiaghi, che al suo ingresso ha ben figurato. «È un gioeillino, un bimbo che farà bene...».

L’unico rammarico di domenica è stato l’assenza del pubblico sulle gradinate. «Sarebbe stata una bolgia, con 15 mila spettatori, si sarebbero divertiti», ha detto sconsolato il tecnico. —

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