Mattia Marchi e i suoi fratelli gregari granata alla riscossa
La permanenza alla Reggiana in cadetteria non era scontata La capacità di sacrificarsi per il gruppo è una delle sue armi
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA
Non era scontato che Mattia Marchi, autore di tre gol dagli undici metri nell’esordio in Coppa Italia con il Monopoli, restasse alla Reggiana in questa stagione. In estate la società si è trovata a dover fare i conti con la necessità di allestire un organico per la serie cadetta, con l’obbligo tra l’altro di dovere tesserare dei giovani di valore da far giocare per poter ottenere i contributi.
Nello scorso campionato, nonostante i problemi fisici che lo hanno tormentato, l’attaccante 31enne ha realizzato 8 gol in 18 partite e 3 assist, che sono stati fondamentali nella partenza a razzo della squadra. Da incorniciare la sua prestazione alla quarta giornata con il Sudtirol a Bolzano (due reti e un assist), dove i granata vinsero per 3-0.
L’attaccante ha la capacità di mettersi al servizio della squadra e si sacrifica molto: si danna fuori dall’area ed era per questo la spalla ideale di Stefano Scappini.
Mercoledì è entrato al primo minuto della ripresa e ha riagguantato dagli 11 metri il pareggio. Nei supplementari ha concesso il bis, sempre su calcio di rigore, e poi, per la serie non c’è due senza tre, non ha fallito nemmeno nella lotteria finale. «Diciamo che mentalmente non era facile e ci voleva concentrazione», ha detto poi in sala stampa.
Prima dell’avvio del campionato Marchi si è confrontato con la società ed è stata discussa anche la sua possibile cessione. Cessione che non si è concretizzata per una serie di motivi, compreso il fatto che in questo mercato ci sono stati pochissimi movimenti. Anche in campionato, nell’esordio con il Pisa, l’attaccante ha avuto mezz’ora a disposizione.
Dalla sua parte Marchi ha non solo le caratteristiche tecniche ma anche quelle umane. Mister Max Alvini nelle interviste ripete sempre il ritornello che questo o quel giocatore «è prima di tutto un uomo». Con questa espressione, pare di capire, si intende chi è dedito alla causa ed è ben visto dal gruppo.
Nel nuovo corso granata c’è un’attenzione molto forte al comportamento, affinché tutti remino dalla stessa parte. Vicende degli anni scorsi dimostrano quanto sia fondamentale questa coesione interna.
Quando un anno fa il cubano Samon Reider Rodriguez manifestò l’intenzione di andare via, a mercato già chiuso, mettendo tutti in grande difficoltà, non venne fatto nemmeno un tentativo per fermarlo: meglio essere scoperti che tenere uno scontento, fu il ragionamento.
Non sappiamo cosa avverrà nel corso dell’anno e in particolare nella finestra di mercato invernale, ma di certo Marchi, così come Kirwan, Libutti, Martinelli, sono gregari che hanno sposato la filosofia del progetto targato Max Alvini- Doriano Tosi. E questo li sta premiando. —
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