Qualità e grinta: la Unahotels è d'assalto
La sfida vinta a Trento non fa che confermare il carattere battagliero del team di Martino
REGGIO EMILIA. Tante certezze, qualche pecca e un punto di domanda sempre più vistoso. La vittoria con Trento della Unahotels (81-87) è arrivata sulla scia di quanto visto in questo primo squarcio di stagione, fra Supercoppa e campionato, e mette in evidenza ancora una volta due caratteristiche biancorosse: la capacità di lottare e non mollare mai, per cui va dato merito a coach Martino, e una qualità individuale piuttosto elevata. Reggio non ha mai messo di giocare, nemmeno quando ha rischiato di essere travolta dall’atletismo di Trento, rimettendo le cose in pari ed apparecchiando il tavolo per il finale. Qui si arriva al secondo punto: nel momento caldo, Reggio ha saputo trovare protagonisti diversi, bravi a prendersi tiri e responsabilità non facili. E a trasformarle in azioni vincenti. Taylor e Bostic sono certezze, Elegar ha fatto vedere di essere un lusso a questo livello e Johnson, in netta crescita, ha segnato l’ultimo quarto con falli subiti e con la tripla decisiva. I due lunghi, contro rivali tosti ma di taglia simile, hanno inciso e non poco. E l’impressione è che possano farlo spesso, a parte contro le muraglie Milano, Sassari e Virtus. La qualità poi è diffusa, con Trento i giocatori in doppia cifra sono stati 5, con Milano 4, questa Unahotels può sempre trovare qualcuno in grado di generare punti. O direttamente o dalla lunetta.
Da fine agosto i biancorossi spiccano per aggressività, attaccano spesso il ferro, ottengono parecchi falli e concretizzano con un’eccellente media ai tiri liberi. Un dato estremamente interessante per un gruppo di velocisti e assaltatori. Questo impatto atletico, e la capacità del duo Elegar-Johnson di incidere in area, non riesce per ora a limare le sofferenze a rimbalzo, quanto meno a livello di numeri. Trento è rimasta a lungo aggrappata al match grazie ai rimbalzi offensivi, e non è la prima volta in stagione. Il dato è da leggere: Reggio ha tirato 27 liberi contro 11, quindi molti dei suoi tentativi hanno portato a dei falli, che generano liberi ma non rimbalzi offensivi. Il tema rimane, lo scenario potrà cambiare con il progressivo inserimento di Johnson, che porta forza fisica ed esplosività. Elegar è spesso chiamato a proteggere l’area dalle penetrazioni, e lo fa bene, una sua stoppata nel finale con recupero di Kyzlink ha chiuso i conti, ma qualche smagliatura per ora si è vista. Va sottolineato che Trento ha tanti saltatori, anche negli esterni, e farà penare molte avversarie al riguardo. Quello che a Reggio di sicuro non manca è la pericolosità perimetrale, Bostic e Taylor sono sempre in grado di crearsi un tiro da tre in solitaria e Candi e Baldi Rossi sugli scarichi sono efficaci.
Il discorso tiro porta alla grande incognita biancorossa sino ad ora, Janis Blums. Il veterano lettone sinora non ha mai inciso e non ha trovato né ritmo né tantomeno mira dall’arco, nonostante le buone occasioni.
Per caratteristiche e anagrafe, Blums era destinato a pagare più di altri gli strambi ritmi del campionato “pandemico”, l’approccio è perfetto, ma l’impatto rimane poco incisivo, così come il ruolo nelle rotazioni. Chi si è fatto sentire sinora è Brendon Taylor, decisivo nonostante la distorsione alla caviglia. È stato lui, nell’intervallo, a insistere per rientrare e i risultati si sono visti. Ieri il play Usa si è dedicato alle terapie e verrà rivalutato per capire se il riposo sia sufficiente o se sia il caso di procedere con approfondimenti.
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