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Brindisi, atletica e sfacciata ricorda il team biancorosso

a.a.
Brindisi, atletica e sfacciata ricorda il team biancorosso

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reggio emilia

Tanto atletismo, tanta profondità, tanta voglia di giocare a viso aperto.

No, non è l’identikit della Unahotels ma quello della sua prossima rivale, Brindisi, reduce inoltre da un cammino similare in avvio di campionato. Dopo una sconfitta all’esordio con una delle formazione di vertice, Milano per Reggio, Venezia per Brindisi, nel secondo turno è arrivata una vittoria.

I pugliesi hanno travolto la malconcia Roma, in un match che ha messo in mostra le doti degli uomini allenati da Vitucci, da anni uno dei migliori coach italiani.

Dietro alla stella D’Angelo Harrison, decisamente uno degli attaccanti più dotati della serie A, Brindisi presenta buona qualità diffusa. I numeri lo confermano. Alle spalle di Harrison, vi sono 8 elementi che ballano fra i 26’ e i 18’ di impiego e i 10.5 e i 5 punti di media. Proprio come nella Unahotels, tutti possono dare una mano e portare un mattoncino anche in attacco. Sotto canestro, si annuncia divertente il duello fra Elegar e, se ci sarà, Johnson e il tridente composto dai solidi Perkins e Willis e dal veterano Krubally, già rivale biancorosso due stagioni fa, nella corsa salvezza con Pistoia. Tre elementi non particolarmente alti ma dotati di forza, capaci di presidiare l’area, ora chiamati ad arginare un centro da piano sopra quale Elegar. A dar loro una mano l’ex della sfida Gaspardo, che in Puglia ha ritrovato smalto dopo la pallide prove offerte con la maglia dell’allora Grissin Bon.

Le rotazioni ampie permettono a Vitucci di tenere sempre alto il livello di aggressività, i brindisini di sicuro non si faranno problemi nell’andare a rimbalzo con forza né a usare i muscoli contro gli attaccanti reggiani. Fra gli esterni, il confronto più gustoso mette di fronte Brandon Taylor e D’Angelo Harrison, stellina collegiale a St. John’s che sa far canestro in tanti modi, capace di aprire il campo come di creare spazio per i compagni. Se Taylor è prima di tutto un play, Harrison nasce come realizzatore, ma al fianco hanno entrambi altri elementi capaci di mettere punti e di contribuire alla costruzione, oltre che ali piccole di grande atletismo. Darius Thompson e l’ex Cremona James Bell conoscono bene la serie A, non sono magari due titolari da 20 punti ma sanno sempre dare qualità, in penetrazione come dal perimetro. E non sono soli: il veterano Alessandro Zanelli e l’eterna promessa Mattia Udom, al debutto “vero” nel massimo campionato, danno dinamismo e discreta pericolosità offensiva a un reparto in cui gli spazi – grazie al talento di Harrison – non mancano. —

a.a.

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