Caso Kargbo, Reggiana fuori dalla Coppa Italia
Il giudice sportivo attribuisce alla società granata la responsabilità di aver schierato il giocatore nonostante la squalifica
Massimo Sesena / REGGIO EMILIA
Costa caro l’imprevisto che la Reggiana ha pescato al gioco con il Monopoli. Una partita di calcio che alla fine - in onore al nome di uno dei contendenti - si trasforma in un gioco da tavolo, con tanto di imprevisto. E di sconfitta a... tavolino. Con la carta arancione che, a voler stare al gioco (da tavolo), recita così: “Hai schierato un giocatore perché non vedevi l’ora di farlo, perché volevi dimostrare ai tifosi che quello che volevi (il ritorno di Augustus Kargbo con la maglia della Reggiana) alla fine eri riuscito a ottenerlo. Nel farlo però - si legge sempre nella carta degli imprevisti - non ti sei accorta che non potevi schierare quel giocatore perché era squalificato”.
Che si fa a questo punto? Si va in prigione? Si paga una maxi-multa e si sta fermi un giro? No. Semplicemente, si perde la partita che si era vinta sul campo. 0-3, sconfitta a tavolino. Niente cucchiaio di Radrezza, niente Marchi ghiacciato, niente Voltolini che ipnotizza gli avversari che vanno sul dischetto. E soprattutto : niente guanto di sfida - per quest’anno, almeno - da lanciare all’odiato Parma. Se sarà destino, sarà una tra Monopoli e Cosenza a tentare di far fuori i cugini d’Oltre Enza.
Non la Reggiana, che dice arrivederci alla Coppa Italia, per una svista, grave finché si vuole ma anche un po’ paradossale. Perché ormai è una verità processuale acclarata: quando Augustus Kargbo torna a vestire la casacca granata dopo essere stato prima il match winner e poi l’oggetto del desiderio di una estate intera, nel momento in cui entra in campo contro il Monopoli, Augustus è un giocatore squalificato. Il paradosso, il lato kafkiano della vicenda, è che lui, di quella squalifica, manco si ricorda. Non lo sa lui, non lo sa il suo procuratore. Asserisce di non saperne nulla il Cosenza, la società proprietaria del cartellino del giocatore. È il 2 settembre 2018, il diciannovenne Kargbo è un funambolico attaccante del Roccella, squadra calabrese che milita in serie D. Il Roccella gioca un match di Coppa con il Città di Messina. Due ammonizioni fanno una squalifica, anche tra i dilettanti. Ma una squalifica di Coppa si sconta solo in Coppa, così dice il regolamento (del calcio, non del Monopoli). Il Roccella viene eliminato e la strada del club calabrese e quella dell’attaccante della Sierra Leone si separano: su Augustus ha messo gli occhi il Crotone che peraltro poi lo girerà in prestito alla Reggiana. Prima però - siamo nell’estate del 2019 - lo inserirà nelle distinte di due partite di Coppa Italia, Crotone-Arezzo (11 agosto 20199) e Crotone-Sampdoria (18 agosto 2019). Kargbo non scenderà in campo in nessuna delle due, ma non sconterà mai nemmeno la giornata di squalifica presa quando giocava nei dilettanti. Una macchia che si dovrebbe vedere, una macchia per scovare la quale la Reggiana assolda addirittura una società specializzata. E così probabilmente fa il Monopoli che evidentemente però si affida a qualcuno di più “specializzato”, se è vero che alla fine, il giudice sportivo, professor avvocato Alessandro Zampone accoglie il ricorso del Monopoli e respinge la difesa della Reggiana, comminandole lo 0-3 e buttandola fuori dalla Coppa Italia. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google