Vecchi: «Stop inevitabile per evitare il peggio»
Il sindaco sottoscrive le misure contenute nel Dpcm ma esclude anche nuovi aiuti a società e enti di promozione
Nicolò Valli / REGGIO EMILIA
«La situazione che stiamo vivendo spinge tutti a dei piccoli sacrifici. Al momento a rimetterci è purtroppo lo sport amatoriale che dovrà pazientare ancora un po', ma fortunatamente quello giovanile e dilettantistico possono continuare la loro attività. Fermare ancora tutto sarebbe stato infatti un danno incalcolabile per tutto il movimento».
Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, commenta così le nuove misure adottate dal Consiglio dei Ministri e che rimarranno in vigore per 30 giorni. Nonostante forti pressioni per uno stop in blocco delle discipline non professionistiche, il ministro Vincenzo Spadafora è riuscito a salvare la filiera giovanile e quella dei dilettanti, sempre se nelle prossime settimane non dovesse alzarsi il grado di allerta. Una misura accolta positivamente dal Comune: «Il Dpcm uscito ieri è figlio del momento storico- continua Vecchi- attualmente la curva dei contagi è abbastanza sotto controllo ma non possiamo sapere quello che accadrà nelle prossime settimane. Il rischio di interrompere i campionati potrebbe dunque essere solo rimandato, e spetta ad ognuno di noi evitare che questo accada seguendo tutte le norme in modo responsabile. Tra aprile e maggio ritengo che a livello generale sia stato commesso un errore: concentrandoci sulla ripartenza dell’economia abbiamo perso di vista quelle che sono le esigenze della cultura e dello sport. Grandissimi sforzi sono stati fatti per rimettere in movimento la scuola, ma non vanno dimenticati i sacrifici che hanno fatto tutti i dirigenti e volontari dei club per essere in regola con i protocolli».
Il primo cittadino auspica quindi nel buon senso dei reggiani, ed allontana le voci dei centri polisportivi che chiederebbero un contributo economico a fronte di minori incassi previsti d’ora in avanti: «Nel 2020 abbiamo avuto un passivo di circa 15 milioni di euro, tutto questo per non tagliare ed andare incontro agli enti il più possibile. Non deve però passare il messaggio che il Comune è sempre pronto a distribuire denaro ogni volta che vi sia una necessità. Ritengo inoltre che la Regione Emilia Romagna abbia gestito in modo equilibrato e competente la sfera dello sport: anche per le capienze di stadi e palazzetti- chiude Vecchi- è infatti stato fornito un tetto massimo di spettatori conciliando sicurezza ed esigenza di ripresa». —
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