Capienza, tre “brodini” per la Unahotels
Ieri sera il presidente della Regione Bonaccini ha firmato una nuova ordinanza che fissa un tetto al 15% della capienza
Massimo Sesena / REGGIO EMILIA
In dialetto reggiano si dice che è sempre meglio succhiare un osso che non un bastone. All’ultimo momento, il bastone è stato sostituito dall’osso e anche le partite di basket potranno contare su un po’ di pubblico. Non tanto, perché tutt’intorno la situazione si fa ogni giorno più seria e occorre sempre contemperare l’esigenza di scongiurare un nuovo lockdown con quella - prioritaria - di tenere sotto controllo il virus.
Su questo binario, con grande realismo e in maniera sempre abbastanza dinamica si è mossa sin qui la Regione Emilia Romagna, che con il suo presidente Stefano Bonaccini ha costituito una avanguardia nella gestione della fase della ripartenza. Una ripartenza in cui lo sport e - in genere - gli eventi con la presenza di pubblico hanno costituito in queste settimane anche importanti banchi di prova. Fino al tardo pomeriggio di ieri il barometro segnava brutto tempo e le previsioni non erano per nulla buone. Le notizie che arrivavano dal Comitato tecnico scientifico continuavano ad indicare nel giro di vite l’unica strada possibile per far si che l’Italia non ripiombi nell’incubo dello scorso marzo. Per questo, fino al tardo pomeriggio di ieri la capienza per una qualsiasi partita di un qualsiasi sport professionistico indoor era ferma a 200 anime.
In tanti tuttavia - soprattutto dalle nostre parti - speravano e contavano su un nuovo intervento del presidente della giunta regionale Stefano Bonaccini, ormai sistematicamente allenato a “puntellare” i famigerati Dpcm di Conte con ordinanze ad hoc per l’Emilia Romagna. E puntuale, in serata, si è materializzata una nuova ordinanza che fissa al 15% della capienza il tetto massimo per la presenza di pubblico. Non a caso, la nuova ordinanza si incardina nel solco - anche temporale - del Dpcm attualmente in vigore.
L’ultimo decreto firmato Giuseppe Conte scadrà il 15 novembre? Ebbene, fino al 15 novembre la Regione Emilia Romagna ha dato il via libera alla presenza di pubblico nelle partite del campionato di serie A di basket, nella misura invalicabile del 15% della capienza. Che per quello che riguarda l’Unipol Arena significano 1241 paganti per ogni partita casalinga da qui alla metà di novembre.
Un brodino, anzi tre, per il cassiere della Pallacanestro Reggiana. Tre perché tre sono le partite che il c alendario assegna alla Unahotels di Antimo Martino tra le mura lontane ma pur sempre “amiche” dell’Unipol Arena. La prima partita in casa, il prossimo 24 ottobre, Taylor e compagni ce l’hanno con Brescia, poi si andrà al giorno di Ognissanti quando i biancorossi ospiteranno Treviso. E si finisce il 15 novembre, ultimo giorno di vita del Dpcm (e di questa nuova ordinanza di Bonaccini) con il derby tra Candi & C. da una parte e la Fortitudo Bologna dall’altra.
Intanto, domenica, si va a Bologna, dove i biancorossi sono attesi a un altro derby, quello con le V Nere della Virtus Bologna. Nel palasport in zona fiera dove le VNere giocano in casa, potranno entrare 1400 persone. E si tratta in massima parte degli abbonati di fede virtussina. La società bolognese è stata infatti una delle poche a fare campagna abbonamenti in questo clima di incertezza. —
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