Djordjevic suona la carica «Voglio vedere un team che abbia fame di successo»
Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA
Quella di oggi sarà una Virtus vogliosa di rifarsi dopo lo scivolone inatteso contro Cremona. La vittoria netta in Eurocup in trasferta sul campo del Morabanc Andorra è stato un bel segnale, ma questa è una squadra che non può mai sentirsi sazia di successi come ha detto più volte il suo allenatore e condottiero Aleksandar Djordjevic.
Le precedenti due sfide di Supercoppa sono state partite abbastanza equilibrate ma la Pallacanestro Reggiana che si troverà davanti sarà una squadra vera e non un cantiere aperto come qualche settimana fa e lui lo sa bene.
«Ci aspetta un avversario preparato - spiega - che ci ha già fatto vedere di che pasta sia fatto. Dobbiamo essere vogliosi e grintosi, affrontare questa partita con cattiveria cercando i due punti».
Com’è andata la preparazione al match?
«I giocatori si sono allenati bene, e anche il tampone non ha creato problemi. Dobbiamo verificare le condizioni di Pajola per capire se e quanto sarà utilizzabile in partita.Abbiamo lavorato sulla durezza, abbiamo capito quello di cui abbiamo bisogno sempre».
Cosa intende?
«La nostra squadra non si può permettere pause, mentali e tecniche, abbiamo posto l’attenzione su questo aspetto. La voglia è quella di avere tutti in buona forma, fisica e psichica. Il mio investimento personale è stato quello di portare a cena Josh Adams la sera prima della partita con il Kuban, è anche questo il dovere del coach».
Cosa vuole vedere dai suoi nella sfida contro la Unahotels?
«Dobbiamo essere intensi per 40’ è il nostro obiettivo e su questo lavoriamo, a volte ci riusciamo e altre volte no. I giocatori devono avere la testa vuota per reagire bene sul campo, soprattutto in questo particolare inizio di stagione. La squadra non può dipendere da un giocatore, non funziona che entra lui e la sistema. Voglio la fame, è la parola chiave: dimenticare il passato, farsi un bagno di umiltà ed entrare in campo per a giocare ogni partita fino alla fine».
Contro Andorra ha già avuto risposte in tal senso da Alibegovic?
«Da Alibegovic non mi aspetto meno, ma devo dire che ha reagito come sa fare. È un ragazzo con tanto coraggio e tanta forza, ha un fisico micidiale molto simile a quello di suo padre. Dobbiamo sfruttarlo bene, deve imparare a leggere la pallacanestro: le letture sono il nostro punto forte ma allo stesso tempo il punto debole quando non siamo concentrati». —
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