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Varone non cerca alibi «Non è stata la solita Reggiana, ma ora penso già ad Ascoli»

Luigi Cocconcelli
Varone non cerca alibi «Non è stata la solita Reggiana, ma ora penso già ad Ascoli»

Il numero 8 non si attacca all’episodio del gol non visto «Capita, voltiamo pagina: martedì un’altra battaglia»

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Luigi Cocconcelli

REGGIO EMILIA

Prima o poi doveva succedere. Che la Reggiana perdesse una partita in casa. Era dal dicembre 2018, l’ultima del girone d’andata ed imponendosi per 2-1, con tante rimostranze verso l’arbitraggio da parte del presidente Quintavalli, l’ Adriese guastò il natale granata. Storia passata. E però anche ieri contro il Chievo la Reggiana si rammarica per una decisione arbitrale. Anche se, a dire il vero, non facile da vedere senza l’apporto della goal line tecnology: ci riferiamo naturalmente al colpo di testa di Luca Zamparo che il portiere Semper ha smanacciato quando forse la palla aveva già varcato la linea di porta.

Ivan Varone però fa autocritica, riconosce che la Reggiana, generosità a parte, ha sofferto, e che i veronesi non hanno rubato nulla. Insomma, non si attacca troppo a gli episodi, e questo è sicuramente un atteggiamento mentale giusto.

«C’è - dice il centrocampista granata- rammarico per il risultato e perché non è stata la solita Reggiana che siamo abituati a vedere. Non siamo stati brillanti come in tante altre uscite, ma bisogna guardare avanti, adesso pensiamo a martedì sera, alla trasferta ad Ascoli».

Come ha visto l’episodio della rete-non rete di Zamparo, dal campo che sensazioni avete avuto?

«Che era dentro, ma è inutile stare a piangere, l’arbitro ha deciso diversamente, non ha visto, pazienza. Certo è un episodio che poteva forse girare il corso della partita in un altro modo».

Poche palle gol create in questa partita, il motivo?

«Di occasioni ne abbiamo avute, non siamo riusciti a capitalizzare, non posso negarlo, causa anche il fondo non perfetto, non siamo riusciti a sviluppare il consueto nostro possesso palla, anche perché il Chievo chiudeva bene gli spazi e ci veniva ad aggredire alti».

La sua condizione?

«Non al meglio, in pratica ho dovuto saltare tutta la preparazione precampionato. Non sono e non vedo l’ora di esserlo al 100 per cento, sto lavorando duramente, ma la condizione si acquisisce solo giocando il più possibile».

Martedì di nuovo in campo, è meglio dopo una sconfitta tornare subito a giocare?

«Sappiamo che ad Ascoli ci attende un’altra battaglia, ma in noi- e parlo a nome anche dei miei compagni- c’è tanta voglia di riscatto». —

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