Unahotels, è ora di iniziare a vincere in casa
All'Unipol Arena i biancorossi hanno sempre fallito: con Brescia e Treviso necessario invertire il trend
REGGIO EMILIA. Nella stagione più complicata di sempre, quella dell’emergenza presente e dell’incertezza futura, il fattore campo sta saltando a ripetizione.
Fuori dai palazzi restano per precisa scelta tutti i gruppi ultras. Le tifoserie organizzate al grido di “O tutti o nessuno” attendono tempi migliori e la fine dell’emergenza sanitaria per rientrare compatti nelle curve.
Senza la spinta del “sesto uomo”, in cattedrali semideserte, si sono registrati risultati impensabili in periodi di normalità pre-Covid. Dopo quattro giornate, in casa si vince infatti meno di una volta su due: 15/32, in altri termini.
Significativo, in tutto ciò, l’andamento della Unahotels.
Lontani nella memoria i tempi in cui il Bigi era un fortino inespugnabile, in campionato i biancorossi di Martino ancora non sono riusciti a esultare all’Unipol Arena.
Per Candi e soci, la regular season della serie A è iniziata con un ko con Milano sotto la cupola dell’impianto di Casalecchio. E qui s’apre una doverosa parentesi: lo squadrone di Messina ha un percorso netto, avendo inanellato solo successi nelle quattro gare giocate (Unahotels, Treviso, Trieste e la pericolante Roma).
Reggio ha poi perso l’occasione d’oro di macinar punti capitolando in casa contro Brindisi il 12 ottobre scorso e, disgraziatamente, i due punti consegnati al tonico team di Frank Vitucci potrebbero pesare quando si andrà a tirar le somme.
Sono invece arrivate lontano dall’arena bolognese le due vittorie che hanno issato la Unahotels in sesta posizione, a pari punti con una manciata di avversarie.
Il primo successo s’è registrato al pala Trento, campo che nel recente passato era stato avaro di soddisfazioni per il club reggiano. Il secondo, domenica scorsa, al pala Fiera contro una Virtus in frantumi.
Fuori, la truppa biancorossa segna una media di 82 punti contro i 73.5 che realizza in casa. Se le percentuali dall’area e dalla media quasi si equivalgono (44.8% all’Unipol Arena e 45.8% fuori), la differenza a prima vista la potrebbe aver fatta il tiro pesante.
In casa, i biancorossi tirano da tre con il 36.5%, mentre fuori lo fanno con il 45.8%. Il dato va però necessariamente disaggregato e cercare una costante potrebbe rivelarsi un errore, soprattutto in considerazione del differente spessore tecnico degli avversari.
Con Milano - team di altissimo livello, la cui difesa è potenzialmente adeguata alle ambizioni - su 20 tiri presi, Reggio ne ha messi 7. Il 35%, quindi.
Con Brindisi è poi emersa con violenza la dipendenza della squadra dal tiro pesante che, da copione, in una serata negativa si rivela sempre un certo problema. Eloquente il 12/32 (cioè il 37.5%) costato, nei fatti, il successo alla Unahotels.
Quando ha vinto, Reggio ha tirato con il 50% dall’arco solo a Trento. Con la Virtus la percentuale è scesa al 40% e la vittoria è comunque arrivata grazie a tanto altro.
Ora la missione dei biancorossi è di dar continuità a quel bel successo. Sabato arriverà Brescia, mentre domenica 1° novembre sarà la volta della Treviso di Max Menetti: due gare interne necessariamente da vincere mettendo in campo tutto, per restare lì, in una zona della graduatoria che da troppo tempo Reggio aveva smesso di frequentare.
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