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«Stiamo investendo sul futuro Il Montecchio è pronto al salto»

R. S.
«Stiamo investendo sul futuro Il Montecchio è pronto al salto»

Il presidente Massimiliano Palmia : «Svilupperemo il legame con l’Atalanta Realizzeremo un campo d’allenamento in sintetico per la prima squadra»

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Reggio Emilia

«Sono convinto che il Crer non chiuderà tutto, ma ci saranno sospensioni a macchia di leopardo in base ai contagi, come sta avvenendo in questo periodo». È questo il pensiero di Massimiliano Palmia, presidente del Montecchio dal giugno del 2019, che, assieme al tutto il gruppo dirigenziale e tecnico della società giallorossa, sta affrontando con professionalità e grande impegno l’impatto della pandemia sul mondo dello calcio. «Siamo ripartiti da zero e lo abbiamo fatto con un po’ di preoccupazione legata alla gestione del virus ma devo ammettere che siamo molto scrupolosi e concentrati sul rispetto delle normative anti- Covid, aiutati anche da una splendida struttura, il Silvio D’Arzo, dotata di ampi spazi».

Secondo lei il Crer non sospenderà i campionati, come invece in molti si aspettano?

«Avremo sospensioni a singhiozzo, qualche partita qua e là. A mio avviso non c’è assolutamente la volontà di fermare tutto, quindi procederemo con recuperi a metà settimana e via dicendo».

Crede sia giusto aver fermato i campionati giovanili provinciali e non quelli regionali?

«No, io avrei fatto l’opposto: se devono esserci meno spostamenti delle persone per contenere i contagi è meglio che si facciano pochi chilometri e si giochi vicino a casa, mentre così facendo si cambia addirittura provincia».

Parliamo di calcio. Come valuta il vostro progetto?

«Credo che si stiano gettando le basi per il futuro. L’anno scorso abbiamo sancito l’affiliazione con l’Atalanta, che ha rallentato il suo corso a causa della pandemia, ma mi auguro possa intensificarsi molto presto. Abbiamo inoltre in programma la trasformazione dell’attuale campo sul quale si allena la prima squadra in un sintetico di ultima generazione. A livello di vivaio, siamo riusciti a far crescere i numeri malgrado la pandemia e a migliorare l’organizzazione e l’anno scorso, col nostro ingresso, abbiamo consolidato le basi societarie, abbassando l’età media, che ora si aggira dai 40 ai 50 anni. Con questo non voglio dire che i dirigenti anziani non ci siano più, dico soltanto che i ruoli decisionali sono stati presi da un nuovo gruppo dirigenziale che ha mille motivazioni, mille idee e che secondo me andrà avanti per parecchi anni, mi auguro facendo sempre meglio. Figure storiche come quella di Claudio Dosi e altri dirigenti, sono rimasti però in società e continueranno a trasmetterci la loro preziosa esperienza».

Tra l’altro, avete messo dentro tutta gente di Montecchio…

«Certo, perché credo che il gruppo dirigenziale debba essere del paese. Abbiamo infatti già iniziato una programmazione chiara per i prossimo 3-5 anni».

Può essere più preciso? Dove volete arrivare?

«Prima di tutto stiamo già riqualificando le strutture, il D’Arzo in primis che è l’impianto che ospita l’80% del nostro movimento, con il settore giovanile, la prima squadra e il gruppo degli amatori. Abbiamo dato un nuovo assetto organizzativo al settore giovanile inserendo allenatori con competenze importanti, mentre per la prima squadra se l’anno scorso abbiamo mantenuto l’ossatura esistente, quest’anno abbiamo cambiato tutto o quasi. A mio avviso il nuovo ds Ivan Galaverna, che tra l’altro è di Montecchio, e il nuovo tecnico Simone Siligardi, hanno fatto un ottimo lavoro, creando un gruppo qualitativamente importante. La realtà del nostro paese, infatti, ha i mezzi e le caratteristiche per puntare a categorie superiori». —

R. S.

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