Per l’Unahotels il successo matura in area
Non solo triple per abbattere le resistenze avversarie Anche con Brescia la vittoria è passata per il pitturato
reggio emilia
Niente area, niente vittoria.
Il successo di sabato con Brescia è certo frutto dell’ennesima buona prova corale della Unahotels, della capacità degli esterni di far canestro nei momenti buoni, ma anche - se non soprattutto - dell’efficacia reggiana nel proteggere il proprio ferro e nel vincere la battaglia a rimbalzo, conclusa 37 a 29.
Il nome impresso a fuoco vivo è quello di Frank Elegar, che in 27’ ha tirato giù 14 rimbalzi, fra cui 6 offensivi, e tolto spesso la visuale ai pari ruolo. Anche Justin Johnson ha dato una buona mano in questo senso, così come Bostic, sempre più prezioso come rimbalzista aggiunto, mentre la reattività e i piedi rapidi di Momo Diouf sono decisamente utili nelle chiusure e negli aiuti.
Brescia ha avuto i suoi momenti migliori quando ha potuto avvicinarsi al ferro, con i tagli di Moss e le giocate di classe di Rustic e coach Esposito ha chiesto il pallone in area in ogni momento di difficoltà, per rallentare il ritmo e sfruttare la maggior fisicità. Una tattica che ha pagato sino a quando la Unahotels ha alzato ulteriormente il livello di intensità, a cavallo fra terzo e quarto periodo. In quella fase, oltre alle giocate di Bostic, a fare la differenza è stata la bravura biancorossa nello sporcare mille palloni. Canestri già fatti sono stati cancellati, le palle vaganti alla fine sono sempre finite a Reggio e i rimbalzi portati giù hanno permesso a Taylor di lanciare i suoi velocisti.
Un momento cruciale in cui Elegar ha davvero troneggiato, con la sua forza e la sua verticalità, pur di fronte a clienti scomodi e massicci come Ristic e Burns. A quel punto, aperto lo squarcio, l’energia biancorossa ha travolto una Germani oggettivamente stanca.
Per una formazione imperniata attorno agli esterni come la Unahotels, la tenuta sotto canestro è decisiva sia per imporre le proprie cadenze sia per evitare di pagare conti troppo pesanti. Questa Reggio atletica e aggressiva non sarà forse mai una squadra capace di dominare sotto le plance, ma quando l’impatto è buono i risultati arrivano.
È successo con Brescia ed è successo nella vittoria sinora più bella, quella con la Virtus.
Contro un reparto lunghi di prima fascia, i biancorossi hanno vinto la lotta a rimbalzo 44 a 37 e non hanno mai sofferto più di tanto la potenza altrui, se non in qualche sprazzo contro un signor attaccante come Gamble.
In cinque match, in tre occasioni Reggio è andata sotto a rimbalzo, e sono arrivate due sconfitte, con Milano e Brindisi, a fronte dei due punti ottenuti a Trento. Quando invece le statistiche dei rimbalzi hanno sorriso, ci sono due vittorie su due. E pure l’impresa esterna a Trento è “alterata”, in questo senso: in quell’occasione Reggio ha tirato in maniera impressionante da tre, un 12/23 che ha ridotto le opportunità di palloni vaganti, e dopo aver sofferto in avvio aveva equilibrato la questione sotto canestro nella ripresa.
Il contrario è avvenuto con Brindisi e con i tanti atleti pugliesi che, una giocata di energia dopo l’altra, hanno sfiancato Elegar e compagni e diretto le sorti della sfida.
I numeri complessivi raccontano di questo equilibrio fragile ma cruciale. In media, la Unahotels porta a casa 34.6 rimbalzi e ne concede 37.2, cifre che la mettono in entrambe le voci nelle ultime posizioni di classifica. La forbice non è però enorme, e nelle vittorie si è spesso ribaltata. E grazie al lavoro di squadra: il primo rimbalzista reggiano è il solito Elegar, 15° assoluto con 6.8 di media, supportato da Johnson, 24° con 5.2. Buoni dati, ma lontani dai vertici, di loro. Messi vicini ai 4.4 di un esterno di stazza come Bostic e ai 3.4 del giovanissimo Diouf, sinora a più agio in difesa che in attacco, prendono altro valore. —
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