Da applausi il Giro d’Italia dei giovani della Bardiani Csf
Oltre 1700 chilometri di fughe hanno dato grande visibilità mediatica al Team Aspettando il ritorno di Maestri, hanno brillato le stelle di Tonelli e Carboni
Aldo Spadoni / CAVRIAGO
Con l'ultima tappa del Giro d'Italia, edizione 103, si è conclusa a Milano la stagione ciclistica 2021 della Bardiani Csf Faizanè, e mai come in questa occasione la squadra diretta della famiglia Reverberi ha messo in luce una delle sue peculiarità: durante tutta la Corsa Rosa la squadra reggiana è stata sempre protagonista nelle lunghe fughe di giornata. Nonostante fosse la squadra più giovane tra quelle che hanno preso parte da questa edizione della manifestazione organizzata dalla Rcs, ha dimostrato ancora una volta lo spirito del gruppo che schierava ben quattro atleti al debutto nella corsa rosa.
Gli atleti della formazione cavriaghese hanno lottato contro i team Pro Tour ed in ben 11 occasioni si sono inseriti nelle fughe di giornata con sei degli atleti dell'organico, per la Bardiani Csf si sono contati alla fine ben 1700 chilometri “ in avanscoperta”, capaci di dare grande visibilità mediatica al team.
Alla squadra di Bruno e Roberto Reverberi è sicuramente mancato un uomo di esperienza consolidata come poteva essere il luzzarese Mirco Maestri, costretto a dare forfait dopo la rovinosa caduta in allenamento avvenuta all'interno di una galleria non illuminata nella discesa dal Passo Gavia.
Ora Maestri ha pienamente recuperato la forma fisica e si sta già preparando per la prossima stagione, sperando che il programma delle gare primaverili non sia rivoluzionato dall'attuale situazione pandemica a livello europeo e mondiale. Sono state 21 tappe difficili nelle quali solamente sette squadre World Tour sulle 22 al via dalla Sicilia, hanno centrato il successo di tappa e nonostante gli svariati tentativi di fuga per la Bardiani sono arrivati quattro piazzamenti nella top ten. Due con l'esordiente sprinter Filippo Fiorelli che si è confrontato con giganti dello spessore di Demare, Sagan e Gaviria, e due con azioni partite da lontano con Alessandro Tonelli e Giovanni Carboni. Alessandro Tonelli è stato uno dei protagonisti in ben quattro azioni partite dopo pochi chilometri dal via, Filippo Fiorelli dopo una prima settimana dove si è sempre dimostrato all'altezza della situazione, nonostante fosse la sua prima apparizione al Giro, nella seconda settimana ha pagato dazio a causa della rovinosa caduta di Vieste, per poi essere protagonista nell'ultima frazione in linea, quella del Sestriere dove ha avuto la soddisfazione di aggiudicarsi il primo Gran Premio della Montagna, prima che si scatenasse la bagarre finale. Giovanni Carboni ha ottenuto il nono posto nella tappa che prevedeva la partenza da Morbegno poi neutralizzata e ripresa con nuova partenza da Abbiategrasso, che sarà ricordata come quella della ribellione di alcune squadre straniere.
Molto bene anche i 21enni Filippo Zana e Fabio Mazzucco oltre a Francesco Romano.
«In una competizione dominata dai grandissimi team - ha sottolineato il direttore sportivo della squadra Roberto Reverberi - il nostro bilancio è comunque positivo. Siamo partiti con una formazione molto giovane e con le incognite di una stagione atipica, e nonostante questo siamo stati protagonisti ed animatori in molte fughe cogliendo anche buoni piazzamenti, il che fa ben sperare per il futuro». Passando ai singoli, Reverberi ha poi sottolineato come «Alessandro Tonelli si è espresso a livelli molto alti e con maggiore fortuna avrebbe potuto cogliere un piazzamento ancor più prestigioso, in particolare in due delle quattro azioni che ha intrapreso». Per il ds anche «Filippo Fiorelli al suo primo Giro d'Italia ha fatto vedere buone cose e i giovanissimi hanno fatto un'importante esperienza, che tornerà loro preziosa in futuro».
Idee chiare, in casa Bardiani, anche per quanto riguarda il futuro: «Ora - conclude Reverberi - siamo già al lavoro e molto concentrati sulla prossima stagione e il Giro d’Italia, grazie al grande lavoro degli organizzatori, ha dimostrato che con le giuste accortezze, anche lo sport può convivere con questo virus e che si può correre regolarmente nella sicurezza e nel rispetto di tutti». —
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