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«Temo che i campionati giovanili non riusciranno più a partire»

Riccardo Bellelli
«Temo che i campionati giovanili non riusciranno più a partire»

Giorgio Bertani, presidente della Bmr Scandiano, dopo la sospensione dei tornei «Fermare tutto a questo punto era necessario e non sono ottimista per il futuro»

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scandiano

Il nuovo rinvio dei campionati dilettanti al 10 gennaio 2021 e giovanili di basket non ha stupito Giorgio Bertani, presidente della Bmr Basket 2000 Scandiano.

«Me l’aspettavo - ammette - quando mi hanno detto che era stato posticipato l’inizio al 29 novembre io ho chiesto se avevano specificato l’anno».

Una decisione che la trova d’accordo?

«Non si poteva fare altro. Già ora siamo con giocatori indietro di preparazione, il lungo stop si è fatto sentire sulle gambe. In più adesso dovremo fermarci fino al 25 novembre. Non era pensabile ripartire dopo altre settimane senza allenamenti».

Cosa la preoccupa di più?

«Sono molto dispiaciuto per i ragazzi del settore giovanile. È un peccato che non possano giocare, hanno tanto entusiasmo e avevano tanta voglia di ripartire. Non oso pensare se gli dovessero chiudere anche le scuole. Come gestiranno la cosa le famiglie? Li mandano dai nonni che sono i soggetti più a rischio?».

Pensa che le cose miglioreranno a gennaio?

«Sinceramente temo che i campionati giovanili non si giocheranno e forse non potranno nemmeno allenarsi. Sarebbe un vero disastro, soprattutto per i più piccoli che hanno bisogno di giocare, sfogarsi e socializzare con i coetanei».

Per i senior invece cosa prevede?

«Se si ripartirà a gennaio, si dovrà ripensare lo svolgimento del campionato, la formula, i tempi. C’è il rischio di dover disputare diversi turni infrasettimanali che però creerebbero problemi organizzativi a società e giocatori, specie quelli che lavorano e dovrebbero chiedere dei permessi al lavoro. Altra opzione è giocare più a lungo in estate, ma se già faticano i professionisti, immaginiamoci i problemi dei dilettanti».

Secondo lei sarà possibile disputare una stagione regolare, o si rischia di aver squadre in difficoltà e gare rinviate a causa di giocatori positivi?

«È un problema che può capitare e non possiamo pensare di fare i tamponi ogni settimana come i club di serie A. Sarebbe un problema a livello economico ma anche di tempi. Noi per farli fare a tutta la squadra ci abbiamo messo dodici giorni».

A livello di gestione giocatori, il rinvio secondo lei creerà problemi alle squadre?

«Non molti, nei contratti c’erano clausole legate al possibile rinvio. Alcuni da noi sono andati a casa, valuteremo per gli stranieri se lasciarli andare salvo tornare per la nuova data di inizio».

Il rinvio a gennaio 2021 può avere ripercussioni economiche sulle società?

«Il rinvio non dovrebbe creare grandi problemi, ma se non si dovesse giocare la stagione, allora sì che i danni sarebbero notevoli».

Cosa pensa delle limitazioni al numero degli spettatori?

«Con le norme attuali, da noi potrebbero entrare solo 60 persone. Per noi e per tante squadre di serie C o serie D non penso sarebbe una perdita eccessiva, ma in serie B ci sono squadre che fanno anche 1500-2000 abbonati. Per loro giocare a porte chiuse sarebbe un duro colpo». —





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