«Dobbiamo essere ancora più squadra Il nostro modello? La Regia dei playoff»
Intervista a Tommaso Merli, uno dei giocatori simbolo della Pallanuoto Reggiana
L’INTERVISTA
MATTEO BRIGHENTI
Il mondo dello sport dilettantistico da lunedì scorso ha dovuto nuovamente chinare il capo di fronte all’emergenza sanitaria. Tra i centri sportivi chiusi almeno fino al 24 novembre causa recrudescenza della pandemia da Covid-19 ci sono anche le piscine, dunque la preparazione della Pallanuoto Reggiana in vista della prossima serie B subisce un altro stop, con la speranza che a gennaio il torneo possa poi effettivamente cominciare. Tommaso Merli, uno dei pilastri della formazione granata, analizza il momento.
Merli, la vasca comunale ha dovuto chiudere nuovamente e la preparazione si è fermata. Ci risiamo?
«La piscina di Via Melato è chiusa da lunedì, noi tutti proviamo smarrimento e confusione visto anche come sta evolvendo la situazione. Vorremmo poter parlare di pallanuoto giocata e delle sfide che ci aspettano in giro per l'Italia nel campionato di Serie B, invece siamo ancora costretti ad allenarci da soli a casa senza contatto con l’acqua. È davvero frustrante».
Come pensa potrà evolvere la situazione a livello pallanuotistico?
«Non lo so, credo ci vorrebbe la sfera di cristallo per capire che inverno sarà e soprattutto se a metà gennaio potremo iniziare con il campionato, come sembrava poter essere solo due settimane fa. La situazione è in costante mutamento, quindi dobbiamo fare fronte comune».
Si spieghi meglio, cosa intende con fronte comune dato che la vasca è chiusa e vi allenate da soli?
«Penso sia il momento di compattare ulteriormente lo spogliatoio. Dobbiamo proseguire con gli allenamenti online e a secco e dobbiamo rimanere ancora di più in contatto anche per questioni extra-sportive. Siamo sempre stati abituati a rimanere uniti in Via Melato, che è la nostra casa degli allenamenti e il nostro fortino nelle partite, ma adesso che purtroppo la piscina non è disponibile non viene meno il fatto che prima che un gruppo siamo una famiglia, che rimarrà unita ancora di più in questo momento così difficile soprattutto a livello psicologico. Ci auguriamo ovviamente che le porte della piscina riaprano al più presto per riprendere gli allenamenti con mister Pezzani dove abbiamo interrotto, ma se così non fosse passeremo dall'acqua agli "spalti", facendo il tifo per la nostra sanità».
Avete dei modelli a cui ispirarvi per mantenere viva la speranza di tornare a una situazione più serena? «Su questo credo che insegni molto l'esperienza della Reggiana di mister Alvini della scorsa stagione. Durante il lockdown si sono compattati ulteriormente, hanno tenuto alta la concentrazione e sono riusciti a conquistare una promozione sognata da ben 21 anni. Penso che noi dobbiamo seguire questo esempio, è proprio nelle difficoltà che si vedono gli uomini ancora prima degli atleti». —
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