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Il Covid mette in ginocchio la Unahotels Dodici contagiati, il club sospende il lavoro

Linda Pigozzi

Il focolaio scoppiato sabato ha portato al rinvio della gara di ieri con Treviso, a forte rischio la trasferta di domenica a Trieste

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reggio emilia

Il Covid ha messo in ginocchio la Unahotels.

Undici i giocatori contagiati - a parte un paio tutti con sintomi che vanno dal mal di gola alla febbre alta - oltre al fisioterapista Stefano Bini si trovano da sabato a casa in isolamento.

A causa del focolaio nel team biancorosso, la Legabasket ha disposto ieri il rinvio della partita con Treviso che avrebbe dovuto disputarsi alle 18 di ieri all’Unipol Arena.

La Pallacanestro Reggiana ha sospeso l’attività della prima squadra e a forte rischio è ora la trasferta di domenica a Trieste.

Positivi sono risultati i giocatori Jamis Blums, Federico Bonacini, Josh Bostic, il capitano Leonardo Candi, Ibrahima Cham, Momo Diouf, Marco Giannini, Justin Johnson, Tomas Kyzlink e Brandon Taylor. Alla lista va naturalmente aggiunto Filippo Baldi Rossi, risultato positivo giovedì e tuttora febbricitante.

Negativi i soli Frank Elegar e Carlo Porfilio: entrambi erano già stati contagiati nei mesi scorsi.

Dal giorno del raduno del 3 agosto scorso nessuno dei componenti il gruppo squadra aveva manifestato sintomi, riconducibili all’infezione da Coronavirus. Il focolaio è quindi scoppiato in settimana.



Nella giornata di mercoledì, Filippo Baldi Rossi avverte un malessere.

Da un controllo emerge come i sintomi - febbre e mal di gola - accusati dal giocatore siano riconducibili al Covid. Il club sospende l’allenamento e provvede in serata a effettuare un test rapido che evidenzia la sospetta positività.



L’esito trova una conferma giovedì mattina dal risultato del tampone molecolare cui il giocatore viene sottoposto.

Sempre giovedì, come previsto dal regolamento, l’intero gruppo squadra effettua i tamponi. E tutti danno esito negativo. Il team si ritrova quindi in palestra nel pomeriggi ed effettua un allenamento senza contatti.



Il giorno successivo, secondo i protocolli, l’intero gruppo squadra effettua prima dell’allenamento pomeridiano nuovi tamponi in vista della partita contro la De’ Longhi Treviso.

La seduta inizia regolarmente ma a metà allenamento Momo Diouf chiede di potersi fermare dicendo di non sentirsi bene.

Il club sospende immediatamente la seduta e organizza un test rapido per Diouf che dà risultato negativo. Il giocatore, a casa, continua però a non stare bene.



La situazione si aggrava nella giornata di sabato.

Già al risveglio molto giocatori avvertono dolori alle ossa, mal di gola e qualcuno anche un po’ di febbre.

Con il passare delle ore anche altri biancorossi, oltre al fisioterapista Stefano Bini, comunicano alla dirigenza di essere alle prese con sintomi riconducibili al Covid. Il club annulla l’allenamento previsto nel tardo pomeriggio e cancella il ritiro a Bologna, organizzato per tenere la squadra in un a sorta di mini-bolla prima della partita contro i trevigiani di Max Menetti.

Il management reggiano avverte della preoccupante situazione sia i dirigenti avversari sia la Legabasket, mentre cresce la preoccupazione per l’esito dei tamponi.

L’ad Alessandro Dalla Salda resta in costante contatto telefonico con il presidente di Lega Umberto Gandini.



Gli esiti arrivano nella mattina di ieri. Per tutti c’è la negatività. Le condizioni di ben otto giocatori non sono però per niente buone, qualcuno è addirittura alle prese con febbre alta. La società si muove.

Con il coordinamento del medico sociale Vincenzo Guiducci tutto il gruppo squadra - eccezion fatta per Filippo Baldi Rossi - effettua in mattinata test rapidi in drive thru davanti alla palestra di via Cassala. I risultati arrivano poco prima delle ore 12: dieci biancorossi e il fisioterapista Bini sono positivi.

Il dottor Guiducci compila un dossier che viene inviato alla Lega che provvede a rinviare a data da destinarsi il match con la De’ Longhi previsto poche ore più tardi.

Il club sospende completamente l’attività della prima squadra. Anche Elegar e Porfilio, unici negativi, non potranno quindi allenarsi.



Difficilmente la partita di domenica a Trieste potrà essere disputata. Da regolamento, per giocare servono infatti almeno sei professionisti a referto e ieri a non c’era grande ottimismo a proposito.

Il regolamento del basket differisce da quello del calcio e non è previsto un numero massimo di rinvii, logicamente se motivati da dossier sanitari, prima che scattino le sconfitte a tavolino nel caso non si raggiunga il numero minimo di giocatori schierabili a referto. —



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