«Il focolaio è stato un fulmine a ciel sereno La Unahotels ripartirà appena possibile»
Il dg Barozzi: «Oggi nuovi tamponi nella speranza che si negativizzi qualcuno dei 12 contagiati e non esplodano altri casi»
reggio emilia
Attesa.
Il lunedì della Pallacanestro Reggiana s’è trasformato in una lunga giornata d’attesa.
Attesa per l’esito dei tamponi molecolari cui i biancorossi e staff e accompagnatori del team saranno sottoposti nella giornata di oggi al Drive Thru dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio e i cui esiti con ogni probabilità non arriveranno prima di domani.
Undici giocatori - tutti ad eccezione di Frank Elegar e Carlo Porfilio che il Covid l’avevano già contratto nei mesi scorsi - sarebbero stati contagiati, come ha evidenziato i test antigenici svolti domenica mattina, poche ore prima del match - poi rinviato - con Treviso. In più, positivo al test rapido è risultato anche il fisioterapista Stefano Bini.
Solo due fra i contagiati del gruppo squadra sono asintomatici. Gli altri accusano sintomi che vanno dal mal di gola e dolore alle ossa alla febbre alta.
«Ci siamo ritrovati a gestire una situazione che ci è arrivata addosso come un fulmine a ciel sereno, dopo interi mesi nei quali non avevamo quasi mai fronteggiato alcun caso di positività e nemmeno persone con sintomi» ha ammesso ieri il direttore generale biancorosso Filippo Barozzi.
«Il campanello d’allarme è scattato con Filippo Baldi Rossi nella giornata di mercoledì. Nei giorni successivi sembra tutto tranquillo, visto che il ragazzo era stato immediatamente isolato. Abbiamo cambiato la quotidianità di staff e squadra, con allenamenti distanziati senza contatto per tutta la settimana, sebbene venerdì sera i primi sintomi di alcuni giocatori ci avevano fatto capire che la situazione sarebbe potuta volgere al peggio. Sabato mattina la sintomatologia diffusa di svariati atleti e di un membro dello staff hanno fatto di nuovo scattare l’allarme, che abbiamo provato a gestire con giusto tempismo ma anche con la necessaria freddezza. Abbiamo avvisato le autorità sanitarie tramite il nostro responsabile medico Vincenzo Guiducci e quelle sportive grazie ad un contatto costante con la Legabasket, nelle persone del presidente Umberto Gandini e del direttore dell’area Sportiva Francesco Riccò».
«Il caso Cantù della settimana precedente, molto simile al nostro, ha aiutato ad orientarsi. Abbiamo poi ricevuto dal laboratorio Federlab, convenzionato con la Lega, gli esiti dei tamponi molecolari di venerdì soltanto domenica mattina ed erano tutti negativi; siamo riusciti a trovare una quadra con gli ultimi tamponi antigenici di domenica, i quali hanno confermato uno stato dell’arte che avevamo già intuito dalla situazione clinica, in quanto quasi tutti i giocatori mostravano febbre, dolori articolari, cefalea e faringite - ha tenuto a chiarire Barozzi -. Balzava pertanto all’occhio che si trattava di un problema di gruppo e che era necessario rinviare la partita, come deciso prontamente dalla Legabasket, per salvaguardare non solo la nostra salute, ma anche quella di avversari, arbitri, ufficiali di campo e personale coinvolto nell’organizzazione dell’evento».
«Ora il nostro primo pensiero è stare vicino a tutti i ragazzi che sono risultati positivi, ma anche attendere i risultati dei tamponi dei prossimi giorni per tutti coloro che sono risultati negativi per scongiurare ulteriori casi. Non appena avremo il quadro completo dovremo essere bravi a ripartire. Se da un lato questa situazione toglie tanto fiato a un gruppo che sportivamente stava viaggiando col vento in poppa, dall’altro ci dà la possibilità, forse, di raggiungere una sorta di immunità di gruppo non appena i quadri clinici si saranno negativizzati».
Regna ancora la massima incertezza riguardo alla possibilità che la Unahotels possa giocare la sfida di domenica a Triesta.
«Riguardo la prossima trasferta - ha confermato Barozzi - attendiamo i risultati dei tamponi molecolari ai quali i positivi verranno sottoposti nella giornata di domani (oggi, ndr). Stiamo cercando di fare del nostro meglio come società al cospetto di una situazione alla quale nessuno di noi è completamente preparato, in assenza di uno storico, e di lavorare fin da oggi per superare questa emergenza sanitaria interna ritornando a riprendere l’attività agonistica in completa sicurezza». —
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